Il palazzo di sei piani del 29, Avenue Rapp (nel VII arrondissement di Parigi, a due passi dalla Tour Eiffel), stendardo dell’Art nouveau, non è né il primo né l’ultimo dell’architetto Jules Lavirotte (1864 – 1929), ma sicuramente è il più caratteristico soprattutto per la sua sfacciataggine, con la sua esuberanza non abitudinaria nel quartiere, tanto da essere considerato il capolavoro dell’architetto.

Nel 1900 l’architetto si associò al ceramista Alexandre Bigot (1862 – 1927) per produrre questa facciata in ceramica la cui ricchezza dell’ornamentazione e le differenti tinte di colori (verde, blu, marrone, …) erano fino a quel momento inedite (questa infatti fu la prima facciata parigina ad usare così tanta ceramica).

La facciata era, di fatto, una vetrina per il famoso ceramista, una specie di catalogo dove si trovavano esposti tutti i motivi disponibili: fiori, animali, personaggi, figure astratte, …

Si poteva poi costatare la solidità e la salubrità di questo tipo di rivestimento.

L’architetto qui eliminò qualsiasi linea dritta a favore di un groviglio di linee curve, folli ed esuberanti, che ancora oggi lasciano di stucco chiunque si trovi a passare da quelle parti 🙂

Lo scultore Jean Baptiste Larrivé (1875 – 1928) eseguì gli ornamenti in pietra, in particolare il ritratto della donna sopra la porta, pettinata con un grazioso chignon, tra le sculture di Adamo ed Eva cacciati dal paradiso: questa figura si dice essere la signora Lavirotte in persona.

Su tutta la facciata, poi, si trovano mosaici di pietre, mattoncini e ceramiche che la arricchiscono di ornamenti e di motivi decorativi differenti e inaspettati.

La porta d’ingresso (che vedi nella foto all’inizio di questo articolo), infine, fece scorrere molto inchiostro a causa del suo erotismo inequivocabile: essa infatti solletica il pudore per il suo disegno chiaramente … fallico (Lavirotte era un fervente sostenitore del simbolismo sessuale), inquadrato da un fogliame ondulante!

Altri dettagli suggestivi rinforzano il carattere erotico del palazzo, come la maniglia della porta a forma di lucertola (metafora che fa riferimento all’organo genitale maschile), gli scarabei (stessa cosa ma per l’organo genitale femminile) e le teste di toro, simbolo della virilità.

Una tale libertà ornamentale non impedì a questa facciata di vincere il concorso delle facciate della città di Parigi nel 1901.

Diverse sono le fermate della metropolitana che portano qui, ma forse la più vicina è la fermata Alma-Marceau della linea 9.