Nell’anno 273 dei legionari arrivarono nella piccola cattedrale sotterranea di Parigi (in cui Saint Denis e compagni si trovavano in preghiera) per arrestare quelli che annunciavano la risurrezione di Cristo: Denis, Rustico ed Eleuterio.

Questi agitatori dovevano smetterla di fomentare disordini: a forza di ripetere che gli idoli di pietra non sono la vera potenza dell’universo, questi ribelli scuotevano lo spirito anche dei più forti!

Se li si lasciava parlare, questi provocatori, era tutto l’ordine sociale che rischiava di essere sconvolto.

I tre uomini furono immediatamente condotti davanti al prefetto Fescenninus Sisinnius, rappresentante a Lutezia dell’imperatore Valeriano, che, come il suo capo a Roma, non sopportava il disordine provocato dai cristiani: noi sappiamo che al tempo del paganesimo, l’imperatore era oggetto di venerazione e i cristiani che non praticavano questo culto della persona imperiale erano perseguitati.

Quindi per l’imperatore essi erano cattive persone, pericolosi per l’ordine sociale perché rifiutavano la religione ufficiale e riconoscevano solo Gesù figlio di Dio.

Il prefetto Fescenninus, quindi, era pronto a essere duro e fermo, anche se voleva dar prova di magnanimità verso coloro che abbandonavano il cristianesimo: propose quindi ai suoi prigionieri la scelta tra la morte o la sottomissione all’imperatore.

“Niente può sottomettermi all’imperatore: Cristo regna”,

replicò Saint Denis con un linguaggio (quasi) esoterico per le orecchie di Fescenninus, che non capiva niente di quanto veniva detto.

Tanto valeva, allora, porre fine ai deliri di questo … facinoroso!

E per insegnargli a pensare in un modo più giusto, ordinò di tagliargli la testa.

In prigione, in attesa dell’esecuzione di questa sentenza, Denis e i suoi due amici continuavano il loro ministero sacerdotale, continuavano cioè a predicare il mistero della redenzione e celebrarono un’ultima messa dietro le sbarre della loro prigione.

Senza aspettare un minuto di più, i colpevoli furono tirati fuori dalle loro celle e trascinati sulla collina più alta di Lutezia, a meno di quattro lieues dalla città: il supplizio dei condannati doveva essere visto da lontano!
Fu innalzata una croce sulla quale Saint Denis fu legato e dove gli fu tagliata la testa.

Ma il corpo senza vita fu trasfigurato dall’apparizione del Salvatore e si animò, si liberò dai lacci che lo legavano alla croce e si mise a camminare!

A questo punto Denis prese la sua testa tra le mani, andò a lavarla in una fontana e ridiscese la collina del suo martirio fino al punto in cui oggi si trova la basilica di Saint Denis.