All’ombra della torre appuntita del Palais de justice di Parigi (siamo nel I arrondissement della capitale, nell’Île de la Cité), esattamente al numero 32 del Quai des Orfèvres, si trova l’entrata della souricière.

Il suo portone nero e austero si apre quando arrivano i furgoni dell’amministrazione penitenziaria che spesso si presentano in colonna, con le sirene spiegate e sotto scorta.

All’interno vengono trattenuti gli accusati che, presi dalle loro celle in prigione, compariranno davanti al giudice d’istruzione per essere giudicati.

Un insieme di corridoi e di scale li fa arrivare direttamente davanti al giudice o all’udienza, senza passare attraverso le parti pubbliche del palazzo.

Solo ornamento di questo portone sono due fasci littori (ai lati delle due porte), che tra l’altro è un motivo onnipresente in tutto il Palais de justice (dentro e fuori).

Nella foto qui di fianco puoi vederli nel particolare di questo portone ma anche, ad esempio, nell’orologio di Boulevard du Palais.

I littori formavano la scorta dei magistrati della Roma antica: essi portavano sulle spalle un fascio di verghe (che servivano per fustigare i delinquenti) in mezzo alle quali si trovava una scure, usata per tagliare la testa del condannato a morte.

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