Nel 1662 comparvero, per la prima volta a Parigi, diverse linee di carrozze a 5 soldi per iniziativa del filosofo e scienziato Blaise Pascal (1623 – 1662).

Riservate ai “borghesi e alle persone di merito”, queste ippomobili da otto posti furono abbandonate nel 1677.

Nel 1828 fu creata l’Entreprise Générale de l’Omnibus (EGO) dall’uomo d’affari Stanislas Baudry (1777 – 1830) che sviluppò dieci linee di omnibus di cui le prime due collegavano la Bastiglia alla Maddalena e al Carrousel del Louvre.

Contrariamente alle macchine del periodo di Louis XIV, queste vetture trasportate da tre cavalli erano accessibili alle classi popolari.

A titolo indicativo, l’EGO trasportò tra l’11 aprile e il 15 ottobre 1828, quindi in sei mesi, più di due milioni di viaggiatori!

Alla fine di quello stesso 1828, una quindicina di società proponevano i mezzi di trasporto ai parigini, in una perfetta anarchia commerciale.

Nel 1853 comparvero le prime voiture à impériale (vetture a due piani) che permettevano di raddoppiare il numero di passeggeri.

Nello stesso anno nacque il primo tram con binari “incastrati” nella strada, su invenzione di Alphonse Loubat (1799 – 1866): ogni tram, trainato da due o tre cavalli, poteva accogliere quarantotto passeggeri.

Due anni dopo il barone Haussmann (1809 – 1891), prefetto della Senna, decise di raggruppare l’insieme delle società dei trasporti di Parigi in una sola Compagnie Générale des Omnibus (CGO), l’antenato dell’attuale RATP.

Nel 1887 fece la comparsa il primo tram a vapore o ad aria compressa, che annunciava la fine della trazione animale.

Nel 1893 fu messa in servizio la prima linea di tram a propulsione elettrica, tra la Place de la Madeleine (o la Rue Taitbout) e la Porte de Saint Ouen.

Rispetto ai tram trainati da cavalli, la cui velocità era di 7 km/h, i tram elettrici andavano ad una media di 15 km/h e potevano anche arrivare alla straordinaria (per l’epoca) velocità di 40 km/h.

Nel mese di luglio del 1900 fu aperta la prima linea della metropolitana a trazione elettrica (da Porte de Vincennes a Porte Maillot).

Gli omnibus, ancora a trazione animale, erano minacciati di scomparire: non erano più redditizi in quanto, alla fine del XIX secolo, la CGO contava più di dodici cavalli da traino per mille ottocento vetture.

Sei anni dopo fece la sua comparsa un omnibus a motore a scoppio, chiamato autobus di tipo Brillié-Schneider P2 (che puoi vedere nell’immagine che ho messo all’inizio di questo articolo) su più linee parigine.

La carrozzeria usata proveniva direttamente dalla CGO ed era semplicemente presa dalle anziane ippomobili.

L’autobus aveva una capacità di trenta posti seduti di cui quattordici nel piano sopra e sedici sotto.