La placca qui di fianco (che il comune di Parigi mette, in tutta la città, davanti a monumenti, strade, palazzi e qualsiasi altra cosa importante per la storia della città stessa) si trova davanti all’ingresso della Cappella della Madonna della Medaglia Miracolosa, al 140, Rue du Bac, e dice:

Un decreto imperiale del 25 marzo 1813 attribuisce alla comunità delle Figlie della Carità, fondata nel XVII secolo da Louise de Marillac sotto l’ispirazione di saint Vincent de Paul, l’ex hôtel de Châtillon.
Le apparizioni della Vergine a Catherine Labouré nel 1830 sono all’origine della grandissima devozione che conosce ancora oggi la cappella della Madonna della Medaglia Miracolosa.
Nel 1930, all’occasione del centenario delle apparizioni, A. Richardière dà alla cappella, già ingrandita più volte, la sua forma attuale.
Nel 1933 la cassa di Catherine Labouré viene posta nella cappella, ai piedi di una statua della Vergine scolpita da Maxime Real del Sarte”.

L’ingresso, in sé, è un portone blu molto sobrio, in cui solo una targa e la placca qui sopra indicano cosa c’è all’interno e se un visitatore è distratto non lo nota nemmeno (come mi è capitato qualche tempo fa, portando una cara amica, che sapeva benissimo che andavamo alla Cappella, che mi chiedeva cosa ci fosse di tanto speciale dentro quel portone quando mi ha visto entrare).

E anche quando è aperto e si vuole buttare un occhio all’interno, non c’è niente di affascinante che ti faccia dire “uauh” (come invece succede con tanti altri hôtels particuliers parigini) e che ti inviti ad entrare.

Per la cronaca, un hôtel particulier, tipico della città di Parigi è una casa molto lussuosa che, a differenza di una villa, si trova in mezzo al altre case e, a volte, come in questo caso, non ha giardini interni.

Nonostante questo, la cappella della Madonna della Medaglia Miracolosa resta un luogo che molti turisti (e molti parigini) visitano con devozione.