Il mestiere  di chiffonnier, in voga a Parigi nel 1800, subì un brutto colpo quando, nel novembre 1883, il prefetto della Senna, Eugène Poubelle (1831 – 1907), impose una disposizione tramite la quale imponeva degli spazi chiusi per smaltire i rifiuti urbani.

Fu prevista perfino la raccolta differenziata con tre contenitori diversi: uno per i rifiuti organici, un altro per il vetro ed uno per la faïance e le conchiglie delle ostriche!

Ma tutto questo, troppo complicato da realizzare e da far rispettare, fu abbandonato l’anno successivo (per ritornare, almeno a Parigi, nel 1999 con qualche modifica nella divisione dei rifiuti).

Ma torniamo al 1883: queste poubelles (così si chiamano in francese i contenitori per i rifiuti) venivano vuotate regolarmente e questo ovviamente non piaceva agli chiffonniers che vivevano esclusivamente con il riciclaggio dei rifiuti.

Come avrebbero fatto a vivere se non potevano più rovistare, il mattino presto, i mucchi dei rifiuti che c’erano ad ogni angolo di strada?

Essi camminavano solitari e tristi, con un grande cesto sulle spalle e un bastone con un gancio sulla punta in mano.

Sapevano abilmente dove frugare, dove cercare tra i rifiuti, per trovare carta e tessuti, cioè gli chiffons.

La loro speranza era quella di trovare … la perla preziosa, avere cioè la fortuna di scovare, sotto i rifiuti, un cucchiaio d’argento che qualcuno aveva perso o un portafogli, chissà!