La prima statua di Napoleone in cima alla colonna Vendôme, nell’omonima Place Vendôme, (nel I arrondissement di Parigi) teneva già in mano una statuetta rappresentante una Vittoria alata.

Quando la statua fu abbattuta nel 1814, conseguenza della caduta dell’Impero, la statuetta della Vittoria si salvò e fu stranamente ritrovata in un’osteria dove gli operai che l’avevano rubata l’avevano lasciata in pegno per le loro … bevute.

Essa fu portata alla prefettura della polizia e trasferita nel locali degli oggetti smarriti.

Non arrivò nessuna richiesta di riscatto: per questo nel 1815 fu messa in vendita e aggiudicata per 59 franchi ad un certo Boyenval che la mise sul caminetto del suo salone, in Quai des Célestins, dove restò per trent’anni.

Alla morte di Boyenval, i suoi eredi fecero a Louis Napoléon (1914 – 1997), allora principe, un’offerta a caro prezzo.

Il principe acquistò la statuetta, autentica, per diverse migliaia di franchi e la fece rimettere nella mano della nuova statua di Napoleone, eseguita da Auguste Dumont (1801 – 1884).

E la storia si ripeté: alla distruzione della colonna nel 1871, la Vittoria alata non fu trovata tra i resti e i detriti ed essa disparve dalla circolazione per quarant’anni, fino a quando uno studioso della Commission du Vieux Paris si impuntò e decide di cercarla.

Lanciò, tramite la stampa di Parigi e di Londra, un avviso di ricerca: chi era il fortunato possessore di questo pezzo unico?

La risposta arrivò dall’Inghilterra: il padre di una dame inglese si trovava a Place Vendôme nel 1871: durante l’abbattimento della colonna aveva preso la statuetta tra i detriti e l’aveva portata con sé in Inghilterra.

Fu subito scandalo!

Si gridò al furto poiché quella statua apparteneva alla Francia!

In realtà non era proprio così: la suddetta dame era la pronipote di Gioacchino Murat (1767 – 1815), di Napoli, che quindi aveva … legami di sangue con i Bonaparte!

La guerra del 1914 – 1918 interruppe le negoziazioni.

Nel 1964, in punto di morte, la signore donò la statuetta al museo di Malmaison, dove è esposta tutt’oggi.

Si vedono in essa i segni della caduta di 40 metri: il braccio destro è rotto e riattaccato alla meglio, le ali erano state sostituite nel 1863 (esse sono bucate, quindi si vede nettamente la saldatura) e sono storte dopo la caduta del 1871.

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