Il metro, invenzione francese, fu definito nel 1791 dall’Accademia delle scienze di Parigi come la dieci milionesima parte di un quarto di meridiano terrestre.

Secondo questa definizione la Terra aveva una circonferenza (uguale alla lunghezza di un meridiano) di 40.000 km.
Dopo la comparsa dei primi metri, diciassette stati firmarono la convenzione del metro nel 1875.

Nel 1899 l’Ufficio dei pesi e misure fece costruire una barra di platino-iridio (le cui variazioni erano considerate quasi inesistenti) che definì concretamente la lunghezza di un metro.

Questa barra esiste tutt’oggi ed è conservata a Sèvres (nell’immediata periferia ovest di Parigi), nel padiglione di Breteuil.

Nel 1960, con l’introduzione dei laser, la Conferenza generale dei pesi e misure (CGPM) definì il metro in modo piuttosto oscuro per una persona qualunque: esso è lungo 1.650.763,73 lunghezze d’onda di una radiazione emessa dall’isotopo 86 dell’elemento chimico del krypton.

In modo ancora più ermetico, la conferenza del 1983 ridefinisce il metro come la distanza percorsa dalla luce nel vuoto in 1/299.792.458 secondo.

La velocità delle luce nel vuoto è la stessa in ogni punto, secondo la teoria della relatività: per questo, questa definizione è considerata come la più precisa.

Oggi a Parigi restano solo due metri standard: a Rue de Vaugirard e a Place Vendôme (che è quello che vedi nella foto all’inizio di questo articolo), situato nel palazzo al numero 13 della piazza, a sinistra del ministero della Giustizia: questo metro non è al suo posto di origine e nessuno sa dove fosse all’inizio ma si sa che è stato posto qui nel 1848.