La vicinanza della Senna e della Bièvre, durante la preistoria, non fu una cosa serena e tranquilla.

Nel neolitico (5000 anni a.C.) la Senna descriveva un grande arco tra l’attuale ponte di Bercy e quello dell’Alma, passando ai piedi delle colline di Belleville e di Montmartre.

Per Paul Marie Duval, archeologo contemporaneo, una piena del fiume avrebbe favorito il sorgere di un nuovo braccio rettilineo, quasi una corda dell’arco iniziale del percorso della Senna.

Le acque del fiume si divisero per qualche tempo fra questi due bracci (tra i quali si formerà, più tardi, una palude che sarà all’origine del nome di un quartiere della rive droite: il Marais, quartiere che esiste tutt’oggi nel IV arrondissement di Parigi e che è molto caratteristico).

Dov’era allora la confluenza fra la Bièvre e la Senna?

Sembra che all’inizio fosse a valle del ponte dell’Alma, dopo che la Bièvre avrebbe percorso l’attuale tracciato della Senna, la quale (come noi la conosciamo oggi), durante la piena, potrebbe aver preso questo tratto della Bièvre.

Le correnti dei due fiumi avrebbero spazzato via i residui viscidi che vi si trovavano e la Senna si sarebbe installata nel suo letto attuale.

Senza l’esistenza della Bièvre, sosteneva Vacquet, archeologo della fine del XIX secolo, il corso della Senna potrebbe trovarsi ancora oggi ai piedi delle colline del nord di Parigi.

Queste trasformazioni provocarono la formazione di una zona paludosa racchiusa tra due braccia della Bièvre, uno che si gettava nella Senna all’altezza del ponte di Austerlitz e l’altro di fronte al Quai de l’Archevêché.

Questa zona sarebbe stata l’origine della palude della rive gauche che, secondo alcuni storici, avrebbe fermato Lanienus nel suo tentativo di conquistare Lutezia nel 52 a.C.

La Bièvre avrebbe poi, nel corso del tempo, vagato qui e là, fino a fermarsi a monte del ponte di Austerlitz.