Henri IV cedette ad alcune persone importanti del regno delle parcelle che avrebbero contornato la futura Place des Vosges (oggi nel IV arrondissement di Parigi) a condizione che vi fossero edificati dei padiglioni tutti uguali con materiali … imposti d’ufficio.

Il mattone, che possedeva un carattere nobile in quanto associato ai cantieri reali, ai castelli e ai grandi palazzi, doveva essere la parte principale dell’edificio.

I secoli passarono, costringendo ad effettuare delle inevitabili ristrutturazioni delle facciate.

Nel XVIII secolo alcuni proprietari senza soldi cominciarono a restaurare le loro facciate mediante il tromp-l’œil: gli operai usarono sia una pittura chiamata briqueterie e che dava l’impressione di mattoni, sia un rivestimento intonacato tinto con del sangue di bue nel quale facevano delle false guarnizioni con del bianco di piombo.

Questo procedimento economico fu usato moltissimo, al punto che negli anni 1950 più della metà dei padiglioni avevano le facciate di mattoni finti.

Tuttavia oggi i restauri tendono a far ritornare alla luce il mattone finora nascosto sotto questi rivestimenti.

È comunque interessante (e divertente) vedere la grande quantità di tinte usate, che vanno dal rosa bonbon al granato, come puoi vedere nella foto all’inizio di questo articolo.

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