Nella Dame à la licorne, conservata al museo nazionale del Medio Evo di Cluny, nel V arrondissement di Parigi, oltre alla bellezza del disegno, la finezza e la ricchezza della tessitura (e il lavoro enorme che questa rappresenta), questo arazzo è celebre per il mistero che lo circonda ancora oggi nell’interpretazione.

Possiamo trovare la raffigurazione del cinque sensi:

  1. una domestica che suona il portativo una specie di organo, alla Dame rappresenta l’udito;
  2. la Dame che dà un confetto ad un uccello appoggiato sulla sua mano rappresenta il gusto;
  3. la vista è rappresentata dalla Dame che tende uno specchio all’unicorno;
  4. dei fiori intrecciati rappresentano l’odorato;
  5. per il tatto, infine, la Dame tiene in una mano l’asta di una bandiera e nell’altra il corno dell’animale.

Quindi fin qui è chiaro.

Il mistero, in effetti, si trova nell’ultimo arazzo che evocherebbe un sesto senso: qui la Dame sta davanti ad una tenda in cui sono scritte queste parole: “Al mio unico desiderio”.

Cos’è questo desiderio?

Questo sesto senso potrebbe essere il cuore, nell’accezione medievale del termine, quindi: il cuore che domina e dirige gli altri sensi.

La Dame non prende i gioielli offerti dalla governante ma, al contrario, si disfà del collier che porta negli altri arazzi, come per rinunciare ai beni materiali.

A meno che non si tratta, qui, del sesto senso, cioè del buon senso, potremo dire: una sintesi dei cinque sensi che permette da una parte di approfittare dei piacere che procurano conservando, però, il libero arbitrio.

Parte 1