Il primo invio telegrafico della storia avvenne a Parigi il 1° settembre 1794 durante la Convenzione: Lazare Carnot (1753 – 1823), salito sulla tribuna durante la seduta dell’assemblea, annunciò la ripresa del Condé agli austriaci la mattina stessa.

Applausi a non finire accolsero questa notizia che, pur segnando la prima grande vittoria della nazione francese, inaugurava brillantemente l’invenzione di Claude Chappe (1763 – 1805).

Messo su un’altura (come le torri di Saint Sulpice, Montmartre o il monte Valérien) il suo apparecchio era composto di tre braccia separate, capaci di formare quasi 9.000 parole e di trasmettere un messaggio da Lione a Parigi in otto minuti con il bel tempo.

Gli ultimi ricordi di questi strani aggeggi a Parigi sono la stazione Télégraphe della linea 11 della metropolitana, un grande pezzo di legno carbonizzato al museo Arts et Métiers, una riproduzione al museo della Poste, vicino alla stazione ferroviaria di Montparnasse e sulla tomba dello sfortunato inventore nel cimitero del Père Lachaise, nel XX arrondissement di Parigi (che puoi vedere nella mia foto messa all’inizio di questo articolo).

Sfortunato in quanto, non avendo sopportato le riserve emesse da Napoleone sui rischi climatici ai quali era sottomesso il suo telegrafo, Chappe si suicidò gettandosi dentro un pozzo.

A riprova di questo, nel momento in cui cominciava l’episodio dei Cento giorni dopo lo sbarco di Napoleone a Golfe Juan il 1° marzo 1815, se l’imperatore decaduto non incontrò nessuna opposizione prima di Laffrey nel dipartimento dell’Isère (nel sud-est della Francia), fu perché Louis XVIII (1755 – 1824) non ne fu informato che il 5 marzo, cioè quattro giorni dopo.

Durante tutto questo tempo la trasmissione delle informazioni era stata interrotta per … nebbia!