Bisogna vedere nell’opportunismo di Pierre François Palloy (1755 – 1835) la buffonata di un truffatore esperto o lo spirito visionario di un imprenditore in anticipo sul suo tempo?

Questo imbonitore che, la sera del 14 luglio 1789, si autoproclamava “demolitore della Bastiglia”, fu sicuramente uno dei grandi profittatori della nascente Rivoluzione ma anche il suo promotore più … inatteso.

Terminato l’assalto, gli fu affidato ufficialmente lo smantellamento dell’odiosa fortezza.

L’antico castello, trasformato in prigione di lusso da Richelieu, era un mangia-soldi che l’Ancien Régime non riusciva a sostenere.

Il buon “patriota Palloy”, al lavoro dall’alba del 15 luglio con i suoi ottocento operai pagati una miseria, avrebbe quindi fatto della Bastiglia (e per il suo più grande beneficio) il simbolo della Rivoluzione.

Astuto commerciante e attento osservatore, egli non si accontentò di vendere i resti per le sole costruzioni del ponte della Concorde e per il restauro delle facciate dei palazzi…

Dotato di grande immaginazione, Palloy sviluppò un business colossale basato sull’ingenuità del popolo, adulando il suo patriottismo.

Pensò, quindi, di rivendere una ad una tutte le pietre dell’edificio sotto forma di reliquie di tutti i tipi e, per mascherare il suo succulento commercio e trasformarlo in una cosa virtuosa, fece tagliare delle repliche della Bastiglia in miniatura, consegnate in pompa magna da commessi viaggiatori (decorati del titolo di “Apostoli della Libertà”) alle autorità dei 93 dipartimenti creati il 15 gennaio 1790.

Questa ulteriore legittimità permise ad un esercito di venditori ambulanti di vendere la sua eterogenea produzione all’occasione di raduni, di feste civiche e all’interno dello stesso cantiere di demolizione, dove furono organizzate delle celebrazioni commemorative.

In seguito gli furono affidati i lavori di strutturazione del dongione della prigione del Temple, dove doveva essere incarcerata la famiglia reale.

Accusato di dilapidazione, Palloy sarà imprigionato dal 28 dicembre 1793 al 17 marzo 1794.

Senza vergogna, e dopo aver festeggiato ogni anno fino alla Restaurazione l’esecuzione di Louis XVI (1754 – 1793), nel 1814 si fece decorare dell’Ordine del Giglio, fondato dal futuro Charles X (1757 – 1836).