La più antica rappresentazione di Sainte Geneviève, oggi al museo del Louvre, è una statua in pietra del XIII secolo in cui la santa, sorridente, tiene un libro, simbolo della fede e della preghiera, nella sua mano destra e un cero, simbolo della luce interiore, nella mano sinistra.

Un diavolo, sulla sua spalla sinistra, cerca di spegnere questo cero, mentre un angelo, sulla sua spalla destra, lo riaccende.

I piedi della santa schiacciano il diavolo, allusione all’esorcismo dei posseduti.

Fino al XVI secolo Sainte Geneviève era rappresentata vestita da giovane nobile, con in mano il cero (vedi sopra).

Sul quadro anonimo che vedi qui di fianco a destra, del XVI secolo ed esposto al museo Carnavalet, la pastorella Geneviève, vestita con un raffinato abito rosa e con un diadema tra i capelli, siede tra le pecore alzando con autorità il suo bastone.

Alla fine del XVI secolo la sua rappresentazione cambia: ella ora veniva raffigurata come una giovane pastorella circondata da pecore (può darsi per confusione / immedesimazione con Giovanna d’Arco).