Saint Denis, dopo essere stato decapitato dai romani, lasciò la Butte Montmartre attraverso la Rue du Mont Cenis (chiamata Rue Saint Denis, come puoi vedere dalla foto qui di fianco) percorso un tratto della quale avrebbe allungato passando probabilmente per la Rue de l’Abreuvoir per lavare la testa alla fontana di Square Girardon, dove oggi una statua ricorda l’avvenimento (ci troviamo, in tutti questi posti, nel XVIII arrondissement di Parigi).

La memoria di questo avvenimento era talmente viva nel popolo fin dal 475 al punto che Sainte Geneviève decise di innalzare sulla sua tomba una basilica dove numerosi erano i miracoli che vi avvenivano: i ciechi e i paralitici guarivano e i posseduti da demoni venivano per farsi esorcizzare.

La leggenda della cefaloforia di Saint Denis fu redatta nell’840 dall’abbé Hilduin.

Ma torniamo al percorso di Saint Denis, che avrebbe ripreso la Rue Mont Cenis per fare, allora, circa 6-8 chilometri con la sua testa tra le mani fino a raggiungere il luogo dove fu sepolto, oggi la basilica Saint Denis.

Attorno alla sua tomba, che si può ancora vedere nella cripta della basilica (con ingresso, purtroppo, a pagamento), fu costruito un mausoleo.

Nel VII secolo il re Dagobert, fu il primo re di Francia sepolto nella Basilica ed è considerato come il fondatore dell’Abazia di Saint Denis e decise di fare del mausoleo del martire un luogo di sepoltura per lui e la sua famiglia.

Nel XIII secolo, prima che Saint Louis facesse realizzare le prime sedici statue reali poste sopra i sarcofagi, una tomba colorata dalle dimensioni eccezionali gli (a Dagobert) fu consacrata.

Essa illustra un episodio leggendario scritto nell’VIII secolo da Hincmar, monaco a Saint Denis: si tratta della visione di un eremita, Jean, che viveva sull’isola di Lipari (a nord della Sicilia).

Nel 1795 la tomba fu trasferita a Parigi e in seguito (nel 1817) a Saint Denis.

Nel 1841 l’architetto Debret la divise in due tombe che si trovano oggi all’entrata della Chiesa.

Nel 1859 Viollet-Le-Duc gli rese il suo aspetto e il suo posto originali.

In questa occasione diverse sculture, come le teste dei personaggi e le statue di Dagobert, Nanthilde e Clovis II, furono rifatte.

La Basilica di Saint Denis, diventata cattedrale nel 1966, è uno dei primi capolavori dell’arte gotica.

Chiesa di un’abbazia potente, essa legò molto presto il suo destino con quello della monarchia, tanto che la città di Saint Denis (oggi capoluogo del dipartimento francese omonimo) divenne allora il luogo di sepoltura e, quindi, la necropoli dei re di Francia.

Essa accoglie più di 70 tombe funebri scolpite tra cui, oltre alla citata tomba di Dagobert, quelle di François I, di Caterina de’ Medici e di Louis XVI.

Anche qui, ovviamente, troviamo un’altra statua di Saint Denis con la sua testa tra le mani.

La basilica è aperta dalle 8:00 alle 18:00 da aprile a settembre e dalle 8:00 alle 17:00 da ottobre a marzo.

La necropoli reale con accesso alla cripta di Saint Denis (a pagamento, come ho già detto) è aperta tutte i giorni ad esclusione del 1° gennaio, 1° marzo, del 25 dicembre e durante particolari cerimonie religiose; gli orari sono dalle 10:00 alle 18:15 dal 1° aprile al 30 settembre e dalle 10:00 alle 17:15 dal 1° ottobre al 31 marzo.

La domenica è aperta, sempre, dalle 12:00 alle 18:15.

È raggiungibile con la linea 13 della metropolitana (fermata Basilique de Saint-Denis) oppure con la RER D (fermata Saint-Denis), ma in questo caso devi preventivare una passeggiata di un buon quarto d’ora.