La parte più alta dei tetti della Place des Vosges (nel IV arrondissement di Parigi), coperti d’ardesia azzurrognola, danno l’idea di un rilievo accidentato, ricordando un po’ la linea blu dei Vosgi: questa rappresenta, geograficamente, il limite, la frontiera dietro la quale si trovavano l’Alsazia e una parte della Lorena, dopo che queste regioni furono conquistate dai tedeschi e che furono chiamate (a torto) Alsazia-Lorena anziché Alsazia-Mosella (che è, quest’ultimo, un dipartimento della Lorena).

Sulle pareti inclinate dei tetti (molto pendenti) si trovano abbaini e œil-de-bœuf disseminati fra gli alti camini che si slanciano verso il cielo, al di sopra della linea dei tetti stessi.

Più questi sono alti e meglio funzionano i caminetti, dislocati nei vari piani dei padiglioni.

A questa spiegazione pratica, si aggiunge anche un vantaggio estetico: la presenza di queste barre verticali ritma la parte più alta degli immobili, come le battute in una partitura o le virgole in una frase.

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