Saint Louis (Louis IX), come molte persone del suo tempo, dava grande importanza alle reliquie.

Nel 1239 avviene un avvenimento straordinario ma, nello stesso tempo, terribilmente triviale: l’imperatore di Costantinopoli, Baldovino II (1217 – 1273), originario delle Fiandre, è in crisi.

La sua città è assediata e l’imperatore cerca di mettere insieme un’armata per combattere i bulgari e viene in Europa a cercare aiuto.

Indebitato e rovinato non ha altra scelta che impegnare un tesoro inestimabile e senza equivalenti sulla terra: la corona di spine di Cristo.

Sarà un mercante veneziano, Nicolas Quirino, prossimo del Doge, a prestargli la somma di cui Baldovino aveva bisogno: se essa non sarà rimborsata, la corona di spine finirà nelle sue mani.

Louis IX, poco incline ad inviare truppe, è tuttavia attirato dall’idea di possedere la corona di Cristo: per lui è … l’affare del secolo.
Si offre quindi di riscatt

are le reliquie perché esse non servano come moneta di scambio e, così, assicurarsi che esse restino in mano cristiana.

Le negoziazioni sono dure e il prezzo astronomico: 135.000 livres tournois, cioè più della metà delle entrate annuali del re, stimate, all’epoca, a 235.000 livres.

Il re dà un’enorme importanza a questo tesoro: andrà lui stesso a prendere queste reliquie a Sens, vi si recherà a piedi nudi e farà il tragitto con esse fino a Parigi, dove la corona entrerà il 18 agosto 1239.

Ma Saint Louis non si fermerà qui e continuerà la sua incredibile ricerca.

Nel 1241 acquisterà altre reliquie, che verranno a formare la santa collezione: oltre alla corona, infatti, troviamo gran parte del legno della croce, i chiodi della Crucifissione, un pezzo del ferro della lancia, del mantello di porpora, della canna, della spugna, le manette, la croce della vittoria, del sangue di Gesù, le fasce della sua infanzia, l’asciugamano usato durante la lavanda dei piedi, del latte della Vergine Maria, qualche suo capello, un frammento del suo velo, la parte alta del cranio di San Giovanni Battista, un pezzo del santo sudario e il bastone di Mosé.

Tutte queste reliquie furono anche il frutto di un’abile politica per fare di Parigi una città paragonabile, in prestigio e santità, a Roma e Gerusalemme.

Per accogliere questo tesoro straordinario c’era bisogno di una … cassa su misura.

Saint Louis domandò a Pierre de Montreuil di costruire un edificio eccezionale, in cui vennero applicati tutti i principi dell’arte gotica: nacque così la Sainte Chapelle, costruita appositamente per accogliere le reliquie, al centro del palazzo della Cité dove Louis IX risiedeva.

Grande imprese architettonica, in cui i muri sono quasi completamente spariti nella parte superiore dell’edificio formato quasi esclusivamente di vetrate, la volta poggia su una struttura in pietra a volta a crociera, l’armatura è molto ridimensionata per evitare che il suolo sia ingombrato dai pilastri.

Una cappella costruita in tempo record (tra il 1241 e il 1248) e che costerà, anche questa, una vera fortuna (comunque fu molto meno costosa della corona di spine), ma queste reliquie sono gli oggetti più venerati dalla cristianità ed esse danno al suo proprietario un grande prestigio che sorpassa quello di tutte le altre monarchie (forse compresa anche quella del papa).

La foto che ho messo all’inizio di questo paragrafo, si riferisce alla facciata sud della Sainte Chapelle (I arrondissement di Parigi) e in basso si vede l’ingresso all’oratorio privato di Louis IX, non visitabile.

Metro 4, fermata Cité