Un violento incendio ha devastato il tetto della Cattedrale Notre Dame di Parigi (nel IV arrondissement) lunedì 15 aprile, nella serata, provocando fiamme gigantesche.

Il fuoco ha distrutto la capriata originale del Medio Evo (chiamata la foresta e costruita con alberi che oggi non esistono più) e provocato il crollo della guglia, ma al momento (sto scrivendo questo articolo martedì 16 aprile alle 15:00) la struttura dell’edificio dovrebbe essere salva, secondo i pompieri, anche se restano dei punti vulnerabili soprattutto a livello della volta.

È privilegiata la pista accidentale.

Come un incendio ha potuto distruggere Notre Dame che ha resistito a tutte le guerre dal XII secolo e alla Rivoluzione francese?

L’incendio è scoppiato nel sottotetto della cattedrale, verso le 18:50 di ieri, lunedì 15 aprile.

Un’inchiesta preliminare è stata aperta per “distruzione involontaria causata da incendio” ma sembra piuttosto essere privilegiata la pista di un terribile incidente legato ai lavori di restauro che si stavano svolgendo ormai da qualche tempo per salvare proprio quella guglia che stava diventando sempre più fragile.

Il fuoco sarebbe partito dalle impalcature in corso di istallazione.

Quali sono i danni?

L’incendio è stato spento all’alba dai pompieri.

1.000 metri quadrati di tetto, quindi i due terzi, sono completamente bruciati e la guglia di Notre Dame (che conteneva, nel gargarozzo del gallo della banderuola, a 96 metri d’altezza, le reliquie di un frammento della corona di spine di Cristo, una reliquia di Saint Denis ed una di Sainte Geneviève, patrona di Parigi) è crollata, come ho detto prima.

Quello che si trovava nel tesoro, tra cui la corona di spine di Cristo e la tunica di Saint Louis, è stato messo in salvo in un luogo segreto all’Hôtel de Ville.

Il grande organo dovrebbe essere stato toccato di poco e le campane (tra cui il campanone di 13 tonnellate Emmanuel che quando suona fa oscillare l’alto della torre campanaria di tre centimetri) non dovrebbero essere in pericolo.

Invece si sono salvate per miracolo le statue degli apostoli che erano alla base della guglia, perché giovedì scorso, 11 aprile, erano state tolte per essere restaurate.

Le vetrate sembrano essere esplose per il grande calore, mentre (forse) i rosoni si sono salvati tutti e tre.

Sono stati trovati intatti la croce del fondo, l’altare principale e la statua della Madonna davanti alla quale Paul Claudel (1868 – 1955) si convertì il giorno di Natale del 1886.

Due poliziotti e un pompiere sono stati feriti.

La ricostruzione di Notre Dame prenderà del tempo, molto tempo (probabilmente decine di anni) e costerà diverse centinaia di milioni di euro.

Una richiesta di doni (a cui tutti possono partecipare) è stata lanciata dalla Fondazione del patrimonio ed ha già raccolto diverse centinaia di migliaia di euro (sempre in questo momento).

E la solidarietà non manca: diversi industriali o personalità nel mondo intero hanno già fatto sapere di voler partecipare a questa ricostruzione.

Io ho visitato più volte questa cattedrale e ho avuto la fortuna di fare molte foto mentre stavo preparando la mia guida turistica proprio sulla Cattedrale.

Sicuramente ora non si potranno più scoprire i segreti che ho messo in quella guida, almeno quelli dell’interno della chiesa e buona parte anche di quelli esterni, ma sicuramente resta una guida-testimonianza di come era Notre Dame.

E all’inizio di questo articolo ho voluto mettere una delle tante foto che ho fatto dell’esterno, per ricordarcela sempre … com’era!