Nel XIX secolo l’Île de la Cité (nel IV arrondissement di Parigi) è un quartiere di Parigi pericoloso, sporco e sovrappopolato.

Distrutta in parte e poi ricostruita per essere modernizzata, l’Île allora prende l’aspetto che noi conosciamo oggi.

Il parvis fu costruito sopra i ruderi delle case demolite, situate due metri e mezzo più in basso del livello attuale, tanto che c’erano tredici scalini da salire (come puoi vedere nella foto qui di fianco) per entrare nella chiesa la cui entrata oggi, invece, è a livello della piazza.

Questo sistema di costruzione ha permesso di conservare preziosi resti archeologici della Lutezia (antico nome di Parigi) primitiva e della Parigi medievale.

Durante la costruzione del parcheggio sotterraneo, furono fatti degli scavi tra il 1965 e il 1972, continuando così le ricerche cominciate nel 1847.

Furono trovati dei resti risalenti al periodo tra il III e il XIX secolo che testimoniano come la città si sia continuamente ricostruita su se stessa.

Si possono vedere, tra l’altro, dei frammenti di terme gallo-romane (che occupano buona parte della cripta) e le fondamenta del bastione del basso impero (IV – V secolo) che proteggeva l’Île de la Cité contro le invasioni barbariche, inserito nelle cantine medievali.

Si può immaginare la quotidianità degli abitanti di Lutezia grazie ai resti delle ceramiche e quelli delle banchine della Senna, dove probabilmente i pescatori sbarcavano con il frutto della loro pesca.
Dal XVI secolo, gli scienziati e gli archeologi hanno trasmesso le descrizioni e le informazioni di un’architettura e di un’urbanizzazione definitivamente scomparse e gli scavi e i lavori archeologici continuano ancora oggi.

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