Numerosi autori, senza prendere in considerazione riferimenti incontestabili, ritengono che il corso della Bièvre vive è opera umana, scavato sotto Henri IV per alimentare i mulini di Prés, di Croulebarbe e di Saint Marcel.

Vi è tuttavia un verbale del 1665 redatto da Hachette e Danes, incaricati di capire le cause di un’inondazione, secondo il quale il corso naturale della Bièvre sarebbe stato cambiato fino a sotto il mulino di Saint Marcel, vicino alla Rue Mouffetard, e dove il letto della riviera è più alto rispetto alla zona dove la Bièvre passava precedentemente.

Chieste spiegazioni agli abitanti della zona, questi avrebbero spiegato che Henri IV voleva stabilire una manifatturiera alla Maison des Gobelins: per fare questo fu creato un sistema di tubi da Gentilly fino al mulino Saint Marcel che avrebbero sollevato l’acqua portandola fino a quel livello.

Ma non si sa se questo canale era veramente contemporaneo al regno di Henri IV.

Infatti se così fosse, non avrebbe dovuto figurare sulle piante anteriori all’arrivo del re (1589).

Invece già dal 1539 sono presenti dei documenti dove si vedono chiaramente i due rami distinti della Bièvre (il primo che costeggiava il mulino di Croulebarbe, chiamato “rivière troussée de Bièvre”, e il secondo chiamato “ancienne rivière de Bièvre” o “vieil ru”).

Un po’ più a monte del mulino di Croulebarbe, i due rami della Bièvre erano molto vicini tra di loro e la Bièvre morte aveva un percorso molto … complicato da seguire, con due deviazioni a 110 gradi e ad angolo retto.

A livello geografico non c’è niente che giustifichi questi cambiamenti di direzione così brutali se non, appunto, che siano opera di un intervento umano per portare più facilmente l’acqua ai mulini (si trovano i primi riferimenti relativi al mulino di Saint Marcel addirittura nel XIII secolo).

Quindi, molto probabilmente i due rami della Bièvre erano ben anteriori all’epoca di Henri IV.