Il quartiere di Monceau, con il suo giardino di otto ettari e mezzo che si trova nell’VIII arrondissement di Parigi, prende il suo nome dall’antico paese di Monceaux che apparteneva, una volta, alla signoria di Clichy e dove Giovanna d’Arco (1412 – 1431) si accampò durante l’assedio di Parigi del 1429.

Ma fu soprattutto l’edificazione di una vera e propria folie circondata da un parco barocco a farne la sua reputazione nel XVIII secolo: questa costruzione da parte dell’architetto Bernard Poyet (1742 – 1824) e del pittore Louis de Carmontelle, pseudonimo di Louis Carrogis (1717 – 1806), entrambi massoni, fu richiesta da Louis Philippe d’Orléans, duca di Chartres (1747 – 1793), noto con il nome di Philippe Égalité.

Egli, cugino di Louis XVI (1754 – 1793) e padre di Louis Philippe (1773 – 1850), fu il primo Gran Maestro del Grand Orient de France nel 1771 e scelse questo parco come residenza e come sua ultima dimora.

La casa di plaisance (che in italiano potremmo tradurre con piacere, benessere ma anche svago), che il duca di Chartres aveva fatto costruire nel 1778 nel cuore di questo magnifico parco e oggi scomparsa, serviva da tempio segreto e il parco era una “vallata di quelli che sono caduti”: egli fece sviluppare punti panoramici, tratti di terreno accidentati, una piccola riviera, grotte ma anche rovine feudali e antiche, cabaret, mulini olandesi, tende turche, una tomba egiziana, una pagoda cinese, un tempio romano, ecc., il tutto … racchiuso in un immenso quadrilatero compreso tra il Boulevard Malesherbes, la Rue de Valois (oggi Rue de Monceau) e la Rue de Courcelles.

E questo perché il parco era ritenuto come il luogo unico dove era raccolto, lungo un percorso iniziatico, tutto il sapere umano e delle più belle civilizzazioni: una specie di giardino utopico che doveva evocare il giardino dell’Eden e il suo paradiso perduto, simbolo sia di un punto d’inizio dell’umanità, sia il punto verso il quale l’iniziato alla massoneria doveva tendere.

Per questo si poteva (e si può ancora oggi, almeno per la maggior parte delle cose che vedremo in questo e-book) trovare Venezia con un ponte veneziano, l’Italia (in quest’epoca l’Italia non era unificata quindi Venezia non ne faceva parte) con una vigna, la Grecia con le sue rovine, l’Egitto con una piramide, il Giappone con una lanterna di pietra, Roma con una Naumachia (nel mondo dell’antica Roma una naumachia era un bacino dove si tenevano le battaglie navali), l’Olanda con un mulino (oggi scomparso), ecc.

I lavori furono rapidi e il giardino (a dir poco fiabesco) aprì le sue porte l’anno successivo, nel 1779.

Nel 1780 il duca di Chartres trasformò la casa di plaisance in un insieme lussuosissimo, ornato di marmo e bronzo.

Thomas Blaikie (1751 – 1838), giardiniere scozzese di grande talento, entrò al suo servizio in questo periodo e modificò i piani dei giardini di Carmontel, immaginando, in particolar modo, un giardino d’inverno con un ipogeo collegato al padiglione tramite delle serre calde, ma la costruzione del muro delle Fermes générales interruppe l’espansione.

Quando Philipe Egalité fu giustiziato nel 1793, il Parc Monceau divenne proprietà dello Stato, diventando bene nazionale.

Affittato per organizzarvi feste e spettacoli, progressivamente il parco fu lasciato all’ abbandono nel corso dei secoli successivi ed oggi non resta più granché di esso.

La casa di plaisance fu distrutta all’inizio del XIX secolo, la proprietà fu inglobata nel dominio imperiale nel 1811 e un nuovo padiglione fu costruito dall’architetto Bénard al posto del precedente.

Sotto la Restaurazione, la famiglia d’Orléans riprese possesso del parco nel 1819 e il futuro Louis Philippe affidò la riabilitazione dei giardini all’alsaziano Schoëne.

Nel 1830, egli donò la proprietà ai suoi figli per preservare il patrimonio familiare, così come sua sorella Adelaide lasciò loro, con testamento del 1847, le sue parti.

Ma nel 1852, sotto Napoleone III (1808 – 1873), lo Stato contestò la prima donazione e i terreni furono confiscati.

Nel frattempo (nel 1837) la linea ferroviaria fu fatta passare sotto la collina di Monceau, e questo portò all’annessione del comune di Monceaux a Parigi.

Durante il Secondo Impero, sotto l’impulso d Napoleone III e del prefetto Georges Eugène Haussmann (1809 – 1891), Parigi fu rimodellata ispirandosi alla moderna Londra: nell’VIII arrondissement fu lanciata una vasta operazione d’urbanizzazione e portò a grandi trasformazioni.

Industriali e banchieri, residenti del quartiere, investirono molti soldi e fecero costruire hôtels particuliers, palazzi de rapport (che potremmo paragonare ai nostri condomini) e tracciarono nuove strade, facendo del quartiere un cantiere permanente.

I figli di Louis Philippe, ai quali restavano solo i beni ereditati dalla loro zia, furono espropriati anche di questi e la città di Parigi acquistò, a partire dal 1860, il dominio di 18 ettari situato tra gli attuali Boulevard e Rue de Courcelles e la Rue de Monceau, trasformandolo in giardino pubblico.

Ma esso fu rimpicciolito della metà della sua superficie originale in quanto il resto diventò terreno costruibile: la metà fu venduta al banchiere Emile Pereire (1800 – 1875) che lanciò un’importante operazione immobiliare, cominciando con il far aprire tre avenues molto luminose (Van Dyck, Ruysdaël e Velasquez) e tre vie (Murillo, Rembrandt e Alfred de Vigny), tutte chiuse da cancelli e dove le grandi famiglie dell’epoca si fecero costruire dei sontuosi hôtels particuliers.

Il giardino (di cui oggi restano 8 ettari) fu allora ridisegnato da Jean Charles Adolphe Alphand (1817 – 1891), responsabile delle Promenades et Plantations di Parigi, e la suddivisione dei suoi dintorni modificarono il paesaggio urbano, dando a Monceau l’aspetto attuale.

La promenade pubblica fu inaugurata, insieme al nuovo Boulevard Malesherbes che nel frattempo era stato allungato, il 13 agosto 1861.

Secondo Haussmann il parco Monceau era allora

la promenade più lussuosa e, nello stesso tempo, la più elegante di Parigi”.

Della folie di Chartres restò qualche resto.

Altre modifiche furono fatte durante la Belle Époque, soprattutto per nascondere i terribili avvenimenti della Comune di Parigi: all’inizio del XX secolo, alcuni monumenti dedicati a scrittori e musicisti presero posto nel parco e più recentemente (nel 1986) vi è stata posta anche una lanterna giapponese per ricordare il patto d’amicizia firmato il 14 luglio 1982 tra le città di Parigi e Tokyo da Jacques Chirac (allora sindaco di Parigi) e Shun Ichi Susuk (governatore di Tokyo).

Oggi il Parc Monceau è l’ultimo resto parigino dei parchi anglo-cinesi che furono costruiti in quest’epoca (gli altri erano quello di Bagatelle, quello di Bastille e quello di Clichy, scomparsi da molto tempo).

Il parco attuale occupa il posto esatto dove si trovava la folie di Chartres e ospita diversi resti di monumenti scomparsi.

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