A Parigi, quando non si conoscono bene le ragioni e la storia dei nomi delle vie, il problema … è stato risolto da molto tempo, rispondendo, con aria da sapiente questa frase che risponde ad ogni dubbio e risolve tutti gli enigmi: “É un nome che risale al Medio Evo…”.

È stato il caso, sicuramente della Rue des Canettes, della Rue de la Croix Rouge o della Rue du Canivet.

Ma la Rue de la Harpe?

Era veramente l’insegna di un liutaio o il nome di una taverna consacrata alla musica?

E perché un tempo era chiamata Vicus Cytherea Judeorum, quartiere dell’arpa dei giudei?

Perché l’insegna (la famosa insegna) mostrava il re David che suonava il suo strumento preferito, risponde qualche storico.

Può essere.

Ma c’è anche un’altra spiegazione possibile: sul posto c’era, in precedenza, una comunità ebrea attiva e numerosa.

Gli antichi documenti della Sorbona indicano l’esistenza qui, nel 1272, di qualche scuola talmudica e, nel 1849, quarantotto stele funerarie ebree del XIII secolo furono ritrovate non lontano, nello spazio delimitato oggi dall’incrocio tra il Boulevard Saint Germain” e il Boulevard Saint Michel.

La Rue de la Harpe conserva quindi intatto il suo mistero al punto che alcuni rifiutano di vederci una via consacrata a qualsiasi strumento di musica.

La harpe, in questo caso, era un piccolo ponte levatoio attaccato a delle corde.

Ma … c’era precedentemente qui vicino una tale passerella sulla Senna?

Comunque sia, la Rue de la Harpe, qualunque sia il senso dato a questa parola, si trovava sul tracciato del cardo inferior che costeggiava, raddoppiandolo, il cardo maximus, quello che oggi ritroviamo nella Rue Saint Jacques.

Dal Medio Evo la Rue de la Harpe era prolungata, dopo la Sorbona, dalla Rue d’Enfer: questo nome non aveva niente a che fare con il … regno del diavolo ( 🙂 ), ma era semplicemente una traduzione errata di via inferior.

In seguito, per un curioso avvicinamento, la Rue d’Enfer divenne Denfer-Rochereau, colonnello che si distinse respingendo l’attacco prussiano a Belfort nel 1870.

Sotto il secondo Impero, il barone Haussmann sconvolse il quartiere, trasformando una grande parte della Rue de la Harpe e della Rue d’Enfer in un largo boulevard chiamato Saint Michel, in ricordo di una piccola cappella situata nel palazzo della Cité, giusto di fronte, cappella oggi scomparsa.

Questo nuovo boulevard diede una nuova fisionomia all’arrondissement.

La Rue de la Harpe esiste ancora oggi, certo, ma essa ora è piccola, modesta e … racchia!