Io vi farò male”: partiti i suoi avvocati, Pierre Laval rimase solo a Fresnes quella domenica 14 ottobre 1945.

Aveva posato la penna sulla lettera a sua moglie e a sua figlia, che aveva cominciato a scrivere sulla tavola di legno che gli serviva da scrivania.

Durante la sua incarcerazione spiegava, a volte, alle guardie la sua politica con piccole frase:

Ecco, un giorno i tedeschi mi dissero che io dovevo loro consegnare migliaia di operai francesi. Eh! Cosa avreste fatto voi al mio posto?”.

Esse lo guardavano in modo stupito e vagamente ammirativo.

Ma … chi è Pierre Laval?

Dopo la guerra del 14 – 18, il movimento sindacale era uscito rinforzato.

La CGT (Confédération générale du travail, confederazione sindacale francese) aveva triplicato i suoi iscritti.

Pierre Laval, che aveva appena ottenuto il suo diploma di diritto e che stava cercando una clientela, era diventato il loro avvocato.

Originario dell’Auvergne (Alvernia in italiano), egli si appoggiava anche sui parigini di provincia, numerosi nella capitale, per la maggior parte gestori di bistrot, luoghi di incontri festivi ed elettorali.

Nel 1925 fu eletto presidente della lega degli arverni di Parigi.

Abile ed efficace, allargò presto la sua clientela al punto di diventare anche l’avvocato del patronato!

Parallelamente, Laval cominciò a fare fortuna all’interno del mondo della stampa.

Consigliere municipale nella periferia, divenne sindaco e poi deputato di Aubervilliers nel gruppo dei socialisti indipendenti, anche se quando sarà elettro senatore del Puy-de-Dome, lo sarà sotto l’etichetta di non iscritto, essendo scivolato, anche se in modo impercettibile, da sinistra a destra, conservando solo il suo pacifismo.

Le camere erano piuttosto provinciali e Laval si trovava molto bene, considerato da tutti.

A partire dal 1930, la generazione politica che si era formato intorno all’affaire Dreyfus, e che aveva portato alla guerra del 1914, scomparve.

Una nuova generazione cominciava a sostituirla.

Quando il presidente Doumergue chiamò Tardieu per il Ministero del Lavoro, quest’ultimo si rivolse a Laval, questo suo collega che conosceva molto bene i sindacati, per far passare le assicurazioni sociali.

I dirigenti delle imprese temevano una fiscalità appesantita, i sindacati avevano paura di ripercussioni sui salari degli operai, gli agricoltori erano decisi a non pagare niente!

I testi, votati dall’Assemblea, furono completamente svuotati nella sostanza da parte del Senato.

Tardieu aveva dato una scadenza a Laval, quella del 1° maggio 1930, festa del lavoro!

Il 30 aprile 1930 la nuova legge sulle assicurazioni era pubblicata sul Journal officiel.

Laval aveva vinto.

Il 23 gennaio 1931, fu nominato presidente del Consiglio.

La crisi economica, che portò a profonde revisioni tra cui quella del trattato di Versailles, e la salita al potere di Hitler nel 1933, resero impossibile la politica di “riconciliazione franco-tedesca annunciata da Tardieu e Laval, e portò al congelamento di tutti gli accordi.