Avevano quindici anni quando conobbero l’esilio: lui lasciò nel 1762 il piccolo villaggio svizzero di Verrières per salire a Versailles e per imparare il mestiere di orologiaio; lei dovette rinunciare per sempre alla sua Austria natale per venire a sposare a Parigi, il 16 maggior 1770, il delfino Louis, futuro re di Francia.

Le avventure francesi di Maria Antonietta (1755 – 1793) e di Abraham Louis Breguet (1747 – 1823) cominciarono, dunque, negli stessi anni: ella sarà la sua regina, lui il suo orologiaio.

Dal 1780 i re francesi commissionarono ad Abraham Louis due orologi, poi un terzo (“di grande complicazione”) destinato alla regina: l’orologio numero 160 doveva infatti contenere tutti i perfezionamenti conosciuti all’epoca.

Purtroppo la sfortunata regina non vide mai questo capolavoro, in quanto la sua costruzione durò più di quarant’anni (cominciato nel 1783, l’orologio n. 160 fu terminato, dopo diverse interruzioni, solo nel 1827).

Passato di mano in mano nel corso degli anni, il prestigioso orologio “Maria Antonietta” fu rubato nel 1983 da un museo israeliano e, nonostante tutti gli sforzi dell’interpol, non sarà mai ritrovato.

Vent’anni dopo il furto, il presidente della società Montre Breguet, Nicolas G. Hayek, sfidò i suoi orologiai a riprodurre il mitico oggetto: ci vorranno più di tre anni prima di riuscire a fare una copia perfetta dell’orologio.

A questo punto rimaneva solo da trovare una scatola degna di riceverlo.

Nel 2004 si presentò finalmente l’occasione di procurarsi un materiale all’altezza del prezioso oggetto: parzialmente scaricata dalla tempesta del 1999 e vittima della canicola del 2003, la quercia di Maria Antonietta, a Versailles, fu abbattuta.

Nicolas G. Hayek chiese allora a Christine Albanel (allora presidentessa del dominio di Versailles) l’autorizzazione di acquistare uno o due metri cubi di legno di questa quercia per confezionare il “contenitore” dell’orologio.

Per il legno di quercia l’affare fu presto concluso ma piuttosto che il pagamento in denaro contante, Christine Albanel suggerì di farsi carico della ristrutturazione di qualche statua del parco.

Alla fine, però, più che qualche statua, è il progetto di restauro del Petit Trianon che sarà effettuato dalla società Breguet, del valore di cinque milioni di euro.

La sfortuna di una quercia e il desiderio di ricucire i legami di un tempo tra questa casa plurisecolare e l’indimenticata regina hanno permesso di far rivivere la dimora tanto amata da Maria Antonietta, il solo luogo dove, forse, ella fu veramente felice.

Un mecenate esemplare, ma soprattutto una bella storia di fedeltà e di dedizione: per la regina di Francia, Abraham Louis Breguet inventò il più bello e il costoso orologio di tutti i tempi.

Ma è sempre lui che realizzò, per la regina destituita, prigioniera al Temple, il piccolo e semplice orologio in acciaio sul quale la sfortunata vide passare inesorabilmente i minuti fino ai suoi ultimi istanti.