Durante alcuni lavori nella Sainte Chapelle, nel I arrondissement di Parigi, nel 1843 (ma già prima, nel 1805), fu scoperta, vicino all’altare della chiesa superiore, una cassa di stagno contenente un cuore.

Il posto dove fu trovata la cassa non è un posto casuale: infatti si è visto che esso si trova tra la volta della cappella inferiore e il pavimento della cappella superiore, cosa che fa pensare che esso sia stato previsto addirittura durante la costruzione stessa dell’edificio e che questo posto era stato preparato su ordine e sotto lo sguardo vigilante dello stesso Louis IX.

Quindi si fece l’ipotesi che potesse trattarsi del cuore del re.

Scoppiò allora un viva polemica che oppose gli storici.

Secondo Alain Erlande-Brandenburg (nato nel 1937) e Jacques Le Goff, è poco probabile che si trattasse del cuore di Louis IX, in quanto l’assenza di qualsiasi iscrizione, il fatto che da nessuna parte sia citata questa custodia e l’oblio in cui sarebbe caduta questa preziosa reliquia sono sufficienti per respingere questa ipotesi.

Inoltre, sulla lapide che si trovava sull’antica tomba del re a Saint Denis, nel XVII secolo, si poteva leggere:

Qui si trovano le viscere di Saint Louis, re di Francia“.

Ma, visto che le viscere erano a Monreale in Sicilia, doveva trattarsi del cuore che Philippe III (figlio di Louis IX) aveva deciso, a Tunisi, di inviare a Saint Denis con le ossa (secondo la versione del prete Le Nain de Tillemont del 1688).

Non trasferito nella cassa delle ossa del 1298, il cuore potrebbe essere rimasto nella tomba vuota, sfuggito all’attenzione di Dom Poirier (principale testimone oculare della profanazione delle tombe reali della Basilica di Saint Denis durante la Rivoluzione) nel 1793.

O, invece, potrebbe essere rimasto nella Sainte Chapelle, dato che Philippe III depose le reliquie del padre proprio lì per qualche giorno, prima di portare le ossa a Saint Denis.

Infatti in un verbale circa i miracoli, scritto per ordine di papa Martino IV negli anni 1282 – 1283 si dice che i resti di Saint Louis stettero alla Sainte Chapelle per più giorni, il tempo di preparare l’inumazione a Saint Denis.

Si sa anche che Philippe III diede l’ordine di chiudere l’edificio.

E questa cosa confermerebbe l’ipotesi dell’altra corrente che pensa che proprio il fatto che non ci fossero iscrizioni sul cuore ritrovato alla Sainte Chapelle nel 1843 può essere logico, considerando la modestia del re, che avrebbe imposto questo posto vicino alla corona di spine di Cristo.

Il cuore in questione era imbalsamato con sostanze aromatiche e avvolto in una tela interna imbevuta di cera, usanza in voga nel XIII secolo.

Inoltre un cuore alla Sainte Chapelle, caso unico … non poteva essere che quello di Saint Louis.

Quindi il dubbio resta.

Comunque sia, il cuore potrebbe essere stato riposizionato nel luogo della sua scoperta e potrebbe essere ritrovato in caso di futuri lavori di restauro.