Il pavillon de Chartres, l’entrata nord del Parc Monceau (nell’VIII arrondissement di Parigi) che si trova proprio all’uscita della linea 2 della metro Monceau, sull’attuale Place de la République Dominicaine, è impossibile da non vedere (anche perché oggi qui ci sono le toilettes pubbliche del parco stesso).

Opera di Claude Nicolas Ledoux (1736 – 1806), questa piccola rotonda, circondata da un peristilio di sedici colonne e situata a 780 metri dalla barriera di Monceau (a est) e a 600 metri dalla barriera di Courcelles (a ovest), è un elemento appartenente al muro delle Fermes générales che circondava Parigi alla fine del XVIII secolo.

Uno degli ultimi quattro padiglioni ancora conservati, esso non aveva uno scopo difensivo ma piuttosto serviva come posto d’osservazione per gli … esattori delle tasse: infatti tutte le mercanzie che entravano nella capitale (vino, paglia, legno, carbone, frutta cotta, carne, …), erano sottoposte al pagamento di una tassa, la riscossione della quale era assicurata, dal XVI secolo, dalla Ferme générale, una compagnia di quaranta finanzieri che avevano un contratto direttamente con il re: i fermiers généraux si impegnavano a versare ogni anno una certa somma al Tesoro reale ma erano essi a definire l’ammontare delle tasse.

I fermiers généraux, quindi, misero da parte delle grandi fortune e ben presto si attirarono l’odio dei parigini che, evidentemente, cercavano di … non pagare le tasse (tutti i sotterfugi erano buoni per raggiungere a questo scopo).

Ma verso la fine del XVIII secolo la frode era tale che i fermiers généraux ottennero dal re Louis XVI la costruzione di un muro fiscale intorno alla città per fermare il contrabbando delle merci: un muro alto 3,40 metri fu dunque costruito su di un perimetro di 28 chilometri, in cui furono installate cinquantaquattro porte chiuse da griglie e fiancheggiate da edifici chiamati barrières per ospitare gli alloggi e gli uffici degli impiegati.

Piccola curiosità: questo muro oggi lo si può vedere (o, meglio, intuire) seguendo il percorso delle linee 2 e 6 della metropolitana parigina, che più o meno ricalcano il tracciato del muro stesso.

Ma torniamo alla nostra rotonda.

Nel suo Dictionnaire topographique, étymologique et historique des rues de Paris del 1816, Jean de La Tynna (1765 circa – 1818) la descrive in questo modo:

È una rotonda molto carina, sormontata da una cupola; è situata più o mano a metà del giardino di Monceau e ha il nome del duca de Chartres, diventato duca di Orléans, che aveva fatto piantare questo giardino.
A torto questa rotonda è definita come barriera, in quanto non ci si passa attraverso”.

Se la forma della cupola è stata modificata nel 1861 (ora è più alta e più lavorata), il bel colonnato è quello che Claude-Nicolas Ledoux (1736 – 1806) aveva immaginato in origine.

Il duca di Chartres, che aveva finanziato gran parte di questa rotonda, aveva ottenuto di istallare sotto la cupola un salone con un terrazzo da cui si poteva godere di una bella vista panoramica sul giardino del parco e sulla campagna a nord di Parigi.

Essa è diventata monumento storico nell’aprile 1907.

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