Pierre Claude François Daunou (1761 – 1840), uomo politico, nacque a Boulogne sur Mer (nel nord della Francia), morì a Parigi e diede il suo nome a questa via nel 1881.

Entrato nella congregazione dell’oratorio di San Filippo Neri senza grande convinzione religiosa, gli furono sciolti i voti quando arrivò la rivoluzione, che soppresse tutti gli ordini religiosi.

Nonostante questo, prestò giuramento alla Costituzione civile del clero e divenne vicario metropolitano di Parigi.

Alla Convenzione del 1792, si trovava tra i moderati e non votò per la morte di Louis XVI.

Imprigionato per aver protestato contro la proscrizione dei Girondini ma, liberato il 9 termidoro, riprese il suo posto alla Convenzione giocando un ruolo importante
Organizzò l’Istituto (in cui entrerà nel 1795), collaborò con la Costituzione dell’Anno III e fece parte del Consiglio dei cinquecento.

Membro del tribunale, ne fu escluso nel 1802, ma diventò archivista dell’imperatore.

Destituito nel 1815, deputato dal 1818 al 1834, egli ritrovò il suo posto agli Archivi (che ora erano passati al regno) nel 1830.

Tra le sue opere si ricordano “De l’influence de Boileau sur la littérature française” e “Essai sur l’instruction publique”.

La Rue Daunou è conosciuta da tutti gli americani di Parigi grazie all’Harry’s New York Bar, una vera istituzione che si trova al numero 5, aperto nel 1911, frequentato da Heminway.

Al numero 7 si trova il teatro Daunou, inaugurato il 30 dicembre 1921 con un’opera intitolata “Une sacrée petite blonde”.