Che si proteggano le arti, bene! Ma gli artisti, no! … Sono tutti degli sfaticati e dei dissoluti!”.

L’autore drammatico Émile Augier (1820 – 1889), che scrisse (per scherzo) questa frase, ha abitato al numero 2 della Rue des Pyramides dal 1858 al 1862, data nella quale il suo immobile fu sostituito dall’hôtel Regina che si trova ancora là oggi.

Molte delle sue opere, in particolare Le Gendre de M. Poirier, si occupano dei nuovi ricchi del Secondo Impero, criticando la loro tendenza all’ozio, il loro desiderio di apparire e la loro venalità.

Alcuni lo consideravano, già in vita, come il nuovo Molier ma lo scrittore Barbey d’Aurevilly (1808 – 1889) non era d’accordo, tanto d scrivere:

Augier è un poeta senza ideale e senza profondità. È essenzialmente il poeta dei borghesi. Li rende felici”.

La Rue des Pyramides, così chiamata nel 1802 insieme alla piazza adiacente, deve il suo nome alla battaglia delle piramidi riportata in Egitto, presso la piramide di Giza, da Napoleone sui mamelucchi di Murad Bey (1750 – 1801) il 21 luglio 1798.

Prima di intraprendere questa battaglia, probabilmente Bonaparte aveva incitato le sue truppe con queste parole:

Soldati! Dall’alto di queste piramidi, quaranta secoli vi ammireranno”.

Questa battaglia ebbe luogo sulle rive del Nilo e le truppe egiziane si trovavano tra le piramidi e la città fortificata di Embaveh.

Alla fine del combattimento, quasi tutti gli egiziani erano morti sia a causa delle armi dei francesi sia annegati nel Nilo, dove cercavano di fuggire.

La battaglia delle piramidi ha fornito al pittore Gros (1771 – 1835) il soggetto di uno dei suoi quadri più belli, visibile al Castello di Versailles.

Le piramidi di Giza sono le più famose d’Egitto.

Esse sono nove, tra cui quella di Cheope, o Grande Piramide, costruita verso il 2800 – 2700 a.C.: questa oggi è alta 137,20 metri (contro i 147 dell’origine) e i suoi lati sono lunghi, alla base, 227,35 metri (contro i 232,85 iniziali).

È fatta di circa 2.300.00 blocchi di pietra di due tonnellate ciascuno e si è calcolato che la loro massa permetterebbe di circondare la Francia di un muro di 3 metri di altezza e 30 centimetri di larghezza!

Ancora oggi non si sa esattamente come gli egiziani abbiano costruito le loro piramidi (destinate a ricevere i corpi dei faraoni e, a volte, delle regine dell’antico Egitto, ma se si crede allo storico greco Erodoto (484 – 420 a.C.) sarebbero stati necessari trent’anni e 100.000 uomini per costruire la piramide di Cheope.