All’esterno della Cattedrale Notre Dame di Parigi, nel IV arrondissement, sul portale della Vergine (a sinistra, guardando la facciata), una statua di Sainte Geneviève (nella foto qui a sinistra) si trova di fronte a quella di Saint Denis (un caso? Non ne sarei tanto sicura): qui la santa ha in mano un cero che un diavolo cerca di spegnere.

All’interno della cattedrale Notre Dame si trova la cappella Sainte Geneviève (terza cappella a destra) con la statua della santa.

Oggi questa cappella è usata per le confessioni, quindi la statua è troncata, in basso, dalla scatola di vetro che hanno fatto probabilmente per rendere questa cappella un luogo isolato dal resto della chiesa.

Ai piedi dell’altare di questa cappella, che si trova sotto la statua, ci sono tre reliquiari purtroppo inaccessibili, anche questi (e non si riescono neanche a vedere da fuori della scatola di vetro, in quanto il vetro usato non è trasparente):

  • il primo è una cassa contenente un cofanetto di cristallo ornato con bronzo dorato messo sotto l’altare maggiore dall’abate de la Bouillerie durante la novena del 1855
  • il secondo è un ostensorio in stile gotico donato da tre religiosi dell’Abbazia di Chelles il 15 novembre 1808
  • il terzo era inserito nel piedistallo di una statua in argento donata come ex-voto al momento dell’epidemia di colera del 1832, spostato poi in uno dei quattro grandi reliquiari a forma di piramide dell’altare.

Nel transetto nord della Cattedrale, di fianco al portone d’ingresso, si trova una cassa, con una parte delle reliquie della santa, sotto una statua di Saint Denis (ancora un caso?).

Queste sono contenute in una bellissima cassa (protetta da un vetro molto spesso), eseguita dall’orafo Placide Pousselgue Rusand verso il 1850, su disegno del gesuita Père Arthur Martin.

Essa è di rame dorato, piena di smalti, e fu consegnata dopo la restituzione al culto della basilica Sainte-Geneviève (l’attuale Panthéon) nel 1854 e fu finanziata grazie ad una sottoscrizione fatta durante la ricostituzione della Compagnie des Porteurs nel 1853, prima che questa venisse dissolta alla rivoluzione.

Durante la seconda laicizzazione della basilica in Panthéon, nel 1885, la cassa riuscì a salvarsi grazie alla prontezza dall’abate Monsignor Gaultier de Claubry e fu trasferita a Notre Dame.

Un riconoscimento delle reliquie fu fatto nel 1877 dal Cardinal Guibert, arcivescovo di Parigi e all’interno della cassa si trovano i seguenti resti:

  • un osso dritto di circa 15 centimetri proveniente da Sainte-Geneviève des Bois, comune situato a circa 25 chilometri a sud ovest di Parigi
  • un osso curvo di circa 7 centimetri, avvolto in una sottile garza, proveniente dalla chiesa di Saint Roch (che si trova nel I arrondissement parigino)
  • un osso di un centimetro e mezzo proveniente dalla chiesa di Verneuil, vicino ad Amiens
  • un osso di 2 centimetri proveniente dalla basilica Sainte-Geneviève e salvato dalla distruzione nel 1792.

Dal 2007 questa cassa ogni anno viene portata in processione durante la novena di Sainte Geneviève (dal 3 all’11 gennaio): queste processioni oggi si svolgono regolarmente (e non più in modo straordinario come avveniva nei secoli scorsi) per devozione e senza nessun riferimento a calamità pubbliche precise.

Un’altra cassa (inaccessibile), quella di Napoleone III, molto rovinata, si trova ben al riparo a Notre Dame.

Metro 4, fermata Cité