Geneviève nacque verso l’anno 420 (tra il 415 e il 422), nell’allora paese di Nanterre (oggi diventata città e importante centro universitario a nord-est di Parigi), da genitori appartenenti all’aristocrazia gallo-romana (il padre aveva vasti domini intorno Parigi e rendite notevoli).

Ella fu notata, all’età di 7 anni, da saint Germain d’Auxerre che passava nella regione parigina per recarsi in Inghilterra; il santo le donò una medaglia, sulla quale era stampata una croce, la benedisse e le propose di consacrarsi a Dio.

La pietà di Geneviève era conosciuta tra tutto il vicinato.

A 15 anni ella ottenne dal vescovo di Parigi di consacrarsi a Dio con un voto di verginità, restando però nel mondo.

Morti i suoi genitori, venne a vi-vere a Parigi ma fu perseguitata da persone che la prendevano per matta, dato che conduceva una vita religiosa non rin-chiusa in qualche istituto, come era invece costume in quel tempo.

Geneviève, pur continuando la sua attività politica (era magistrato civile e fece parte del consiglio municipale della città di Nanterre prima e di Parigi poi, funzione ereditata dal padre), conduceva una vita ascetica, fatta di preghiera e di digiuni, ed era molto attaccata al culto dei santi: aveva una grande devozione per saint Denis ottenendo la costruzione di una basilica sulla sua tomba (oggi diventata la basilica di saint Denis, nella città omonima, a nord di Parigi), dove si recava spesso a pregare e anche per Saint Martin, alla tomba del quale ella fece un pellegrinaggio.

Una notte, mentre si recava alla basilica di Saint Denis con i suoi amici, il cero che illuminava la sua strada si spense bruscamente (forse per il vento): Geneviève, allora, lo prese in mano e questo si riaccese miracolosamente.

Questa scena è spesso rappresentata con tutta la sua dimensione simbolica: è la luce della fede che un diavolo spegne e che un angelo riaccende.

Nel 451, le orde barbariche di Attila invasero la Francia, minacciando la città di Parigi.

Geneviève, grazie alla sua calma, alla sua fiducia in Dio e alla sua determinazione, convinse i parigini (ma soprattutto le parigine) a non fuggire in quanto gli Unni, disse, non sarebbero passati di là e non avrebbero attaccato Parigi:

Che gli uomini scappino se vogliono e se non sono più capaci di battersi. Per quanto riguarda noi donne, noi pregheremo Dio tanto e tanto che ascolterà le nostre suppliche“.

La fiducia e la perseveranza della preghiera femminile furono ricompensate: gli Unni si diressero verso Orléans, risparmiando la città parigina, e furono sconfitti agli Champs Catalauniques.

Geneviève acquistò allora una grande fama e fu considerata come la patrona e pro-tettrice di Parigi fin da quel momento.

Ella poi salvò la città una seconda volta nel 475, quando l’ armata dei franchi aveva bloccato tutti gli accessi alla città:, il capo franco Childéric pose Parigi sotto assedio cercando di costringere gli abitanti ad arrendersi provocando una grande carestia.

Geneviève con una piccola flotta di barche, rimontò la Senna e l’Aube, suo affluente, fino alla Champagne, e ritornò con undici barche piene di viveri che distribuì cominciando dai poveri.

La sua fama corse fino in Siria, dove san Simeone Stilita il Vecchio si raccomandava alle sue preghiere.

Nel 486, Sainte Geneviève negoziò la pace con il re Clovis e solo dopo la sua conversione Geneviève lo fece entrare nella città insieme alla regina Clotilde.

Ella passò la sua vita a soccorrere i poveri e a guarire i malati.

Dalla la sua morte, avvenuta a 90 anni tra il 502 e il 512, Sainte Geneviève continuò a proteggere Parigi.

Clovis e Clotilde fecero costruire una chiesa sulla sua tomba, la Basilica dei santi Apostoli, diventata in seguito la basilica Sainte Geneviève (nell’attuale Rue Clovis), e il monte Leucotitius, che sporge, affacciandosi sulla Senna, fu chiamato Mont Sainte Geneviève.

Le sue reliquie erano portate in processione attraverso le vie della città ogni qualvolta una sventura minacciava Parigi come, forse, nell’885 quando i Normanni tolsero l’ assedio ad una Parigi esangue.

I suoi resti furono bruciati dai rivoluzionari nella Place de Grève (oggi Place de l’Hôtel de Ville) nel 1793.

Geneviève è spesso rappresentata anche come una pastorella: simbolicamente ella guida il popolo di Parigi.

Con un decreto del 18 maggio 1962, il papa Giovanni XXIII ha solennemente designato Sainte Geneviève come la patrona della Gendarmerie.

La sua festa è il 3 gennaio, giorno della sua morte.