Come le fontane Wallace o le colonne Morris (di cui ti parlerò prossimamente), le sedie verdi del Jardin du Luxembourg (nel VI arrondissement di Parigi) sono parte integrante del patrimonio parigino tanto che, tutt’oggi, non appena un po’ di sole fa capolino sulla capitale francese … beh, bisogna proprio avere una grande fortuna per riuscire a sedersi per un po’ su di esse.

Ma andiamo a scoprirne la storia.

Esse, create (da un anonimo) in modo particolare per i giardini parigini, fanno la loro comparsa in questo spazio verde appartenente al Senato nel 1923, con tre varianti:

  1. quelle con bracciolo
  2. quelle senza bracciolo
  3. di forma leggermente allungata (tipo sdraio, tanto per capirci).

All’inizio queste sedie venivano gestite dalla chaisière, una donna che affittava le sedie facendo pagare l’utilizzazione qualche centesimo.

Più la sedia era comoda e confortevole, più il prezzo saliva.

Così la sedia allungata con braccioli era occupata soprattutto dai più ricchi, che passavano i loro giorni ben comodi di fronte ai prati fioriti.

Nel 1990 il Senato propone un concorso e incarica la ditta Fermob di riprendere la fabbricazione delle famose sedie che, a lungo rimaste un modello unico che si poteva trovare solo al Jardin du Luxembourg, è ormai accessibile a tutti: infatti una variante leggermente modificata dal designer Frédéric Sofia è commercializzata a partire dal 2004.

L’uso di un nuovo materiale, l’alluminio, permette a queste sedie di essere molto più leggere, abbordabili pur rimanendo sempre resistenti al sole e alla pioggia.

Anche il colore verde non è più lo standard in quanto oggi la collezione di queste sedie (chiamate, guarda caso, Luxembourg) si declina in 24 colori diversi, tra cui alcuni molto vivi.

Oggi essere sono presenti in numerosi luoghi come all’Università di Harvard che ha optato per 600 sedie rosse e verdi.

(La foto qui sopra l’ho presa su internet, da questo sito).