La Gazette, il primo quotidiano francese, fu lanciato da Théophraste Renaudot (1586 – 1653), medico di Louis XIII, il 30 maggio 1631.

In seguito, gli articoli stampati, impregnati dal pensiero di Diderot e dei pensatori del secolo delle Lumières, divennero pericolosi in quanto fonte di riflessione e di messa in discussione delle autorità sia religiose che monarchiche.

Grazie ai progressi della stampa, agli accordi tra editori e servizi postali (come, ad esempio, un prezzo unico indipendente dalla distanza), diventa indispensabile sorvegliare gli scritti (la prima prescrizione che regola la diffusione dell’informazione a Parigi data del 1686).

La legge del 26 agosto 1789 autorizza gli strilloni ad esercitare liberamente il loro lavoro, ma questa libertà è di breve durata : dal 1793, infatti, viene ristabilita la repressione.

Fino alla legge del 29 luglio 1881, la professione è sottomessa a vincoli molto rigidi.

A proposito dell’instabilità dei diritti della stampa, bisogna ricordare che sui sessanta quotidiani parigini autorizzati nel 1799, solo quattro sopravvissero nel 1811.

Anche sotto il Secondo Impero (che va dal 1852 al 1870) i permessi erano pochi e bisognava fare attenzione alle parole che venivano scritte e diffuse e tutto quello che veniva stampato a Parigi doveva essere autorizzato.