Vedendo che la chiesa della Cité stava andando in rovina e non era più proporzionata all’aumento della popolazione che cresceva sempre più, alla fine del XII secolo il vescovo di Parigi, Maurice de Sully (nato tra il 1105 e il 1120 e morto nel 1196), eletto nel 1160 grazie al suo talento di predicatore, decise di farla ricostruire, trasformandola in una grande cattedrale degna di una capitale reale e capace di accogliere la massa dei fedele in costante aumento, riformando così il suo rapporto con la diocesi e chiarendo il ruolo della cattedrale nella città in pieno sviluppo.

La chiesa Saint Étienne del IV secolo, infatti, in rapporto alle cattedrali di Sens e di Saint Denis (del 1140) appariva antiquata.

Spinto da questi motivi, il vescovo elaborò un insieme ancora più … ambizioso che includeva una cattedrale consacrata alla Vergine, un ospedale, un palazzo episcopale e una via d’accesso est-ovest.

Questo audace progetto, che vedeva la distruzione della cattedrale Saint Étienne, del primo Hôtel Dieu, della casa del vescovo e dell’antico muro di fortificazione, era comunque difficile da realizzare: per liberare uno spazio di 40 metri ad ovest, l’abside della chiesa doveva venire a trovarsi al di là del muro antico, su un terreno completamente libero dell‘Île Notre Dame che fu attaccata all’Île de la Cité.

Ma per trovare un suolo stabile, era necessario scavare fino a 9 metri in un terreno paludoso!

Inoltre le trattative fra il clero e i proprietari delle case che dovevano essere distrutte furono laboriose e costose.

Disapprovato poi da Saint Bernard, che lo trovava troppo fastoso e offensivo per la povertà che il Signore raccomandava, per il progetto furono comunque offerti doni dai nobili, dal re e dal clero, il che permise a Maurice de Sully di cominciare la costruzione della cattedrale e di sorvegliare lo svolgimento dei lavori per ben trentacinque anni.

Il cantiere di Notre Dame durò centosettantasette anni, tanto che le persone che assi-stettero alla posa della prima pietra, nel 1163 (in presenza del papa Alessandro III, nato intorno al 1100 e morto nel 1181), non videro mai la cattedrale finita: il coro, l’altare maggiore e il transetto furono edificati sotto Louis VII (1120 – 1180), la navata fu costruita sotto Philippe Auguste (1165 – 1223) mentre le prime campate, la facciata e le torri videro la luce sotto Saint Louis (1214 – 1270).

Per quanto riguarda il resto dei lavori, essi furono opera di Jean de Chelles (1200 circa – 1265 circa), Pierre de Montreuil (1200 circa – 1266) e Jean Le Boutiller.

La cattedrale fu terminata nel 1340 con l’aggiunta delle cappelle intorno al coro e gli archi rampanti esterni di una portata di 15 metri.

Dopo essere servita come quadro per matrimoni regali, sacri imperi e funerali ufficiali, Notre Dame fu saccheggiata durante la rivoluzione e trasformata in tempio della Ragione per servire, poi, come deposito di vini (1.500 barili, destinati agli ospedali militari, furono ammucchiati nel coro)!

Grazie a Napoleone (1769 – 1821), nel 1802 l’edifico fu di nuovo ripristinato per il culto ma la chiesa era in uno stato pietoso: la cattedrale era molto deteriorata, senza gli altari, i vasi sacri, gli ornamenti e gli oggetti del mobilio, tanto che si stava pensando di raderla al suolo.

Sensibile a questo stato pietoso, Étienne Hippolyte Godde (1781 – 1869) elaborò un progetto che fu rimandato a causa della Rivoluzione del 1830.

Subito dopo il saccheggio dell’arcivescovato, nel 1831, Victor Hugo (1802 – 1885) pubblicò il suo romanzo Notre Dame de Paris: l’opera divenne subito popolare suscitando una grande infatuazione per l’arte del Medio Evo, per troppo tempo disprezzata e saccheggiata.

Questo sensibilizzò l’opinione pubblica riguardo al monumento.

Nel 1841 alcune personalità influenti, tra cui il pittore Jean Auguste Dominique Ingres (1780 – 1867), lo scrittore Alfred Victor de Vigny (1797 – 1863), lo scultore Jean Pierre Cortot (1787 – 1843) e, certamente, Victor Hugo si ribellarono davanti a questo sfacelo (“più poveramente ornata e più abbandonata che la più piccola delle parrocchie di Parigi”) e crearono un’associazione per provvedere alla decorazione della cattedrale.

Fu lanciata una sottoscrizione nel 1842 e due anni dopo fu organizzato un concorso per rifare l’edificio, vinto da Jean Baptiste Antoine Lassus (1807 – 1857), autore di un notevole restauro della sainte Chapelle, e Eugène Emmanuel Viollet le Duc (1814 – 1879)s, che aveva salvato la Madeleine del comune di Vézelay, a sud di Parigi.

Nel 1845 cominciò così il restauro della cattedrale e la costruzione della sacrestia.

Questo lavoro di restauro provocò vive polemiche in quanto Lassus e Viollet le Duc fecero “più gotico del gotico”, incorporando elementi che il monumento originale non aveva mai avuto, come ad esempio le chimere uscite dall’immaginazione dello stesso Viollet le Duc, che terminò da solo il restauro, nel 1864, essendo Lassus morto sette anni prima.

La dedicazione avvenne il 31 maggio 1864.

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