La prima traccia scritta dell’esistenza dell’orticoltura a Parigi si trova nel Misopogon, opera del IV secolo dell’imperatore Giuliano l’Apostata in cui egli descrive le vigne e gli alberi di fichi che i luteziani (gli antichi abitanti di Parigi) proteggevano dal freddo ricoprendoli di paglia.

Tuttavia non dice molto riguardo alle verdure: prima della conquista dei romani, si sa che i popoli celti della Gallia coltivavano solo carote, fave, lenticchie, piselli e consumavano cereali come l’orzo, l’avena, il miglio e la segale.

Durante il Rinascimento, invece, c’è un grande sviluppo in questo senso.

Nel 1690 nel terreno dove oggi si trova l’Opéra Garnier e i grandi magazzini (nel IX arrondissement) c’era una grande coltivazione di carciofi, di insalata, di spinaci e 120 alberi da frutto.

I piselli, poi, erano i legumi preferiti da Louis XIV per il quale Jean-Baptiste de La Quintinie (1626 – 1688) inventò la coltivazione sotto una campana di vetro in modo che il re (e con lui tutta la corte che si entusiasmò presto per questo legume) potesse mangiarne tutto l’anno.

Le prime patate, invece, furono coltivate nella Plaine des Sablons, nella parte ovest di Parigi, il primo ananas fu prodotta nel 1733 dall’Orangeria di Versailles, mentre i primi pomodori furono portati a Parigi dai marsigliesi venuti nel 1790 nella capitale per la festa della Fédération.

E nell’occasione di una visita a Parigi, uno dei primi presidenti degli Stati Uniti, Thomas Jefferson, « scoprì » proprio i pomodori che porterà nel suo paese!

Oggi non resta più quasi niente di tutto questo a Parigi se non qualche giardino di piante aromatiche come quello delle Tuileries (nel I arrondissement) dove i parigini posso venire a raccogliere l’erba cipollina non lontano dal fossato del Louvre, dove il re Henri IV in persona coltivava gli asparagi!