Le tazze in argento visibili nella foto a sinistra (che ho preso da questo sito), oggi conservate ed esposte al Museo del Louvre, appartengono a un celebre tesoro archeologico composto da 109 oggetti: il corredo comprende manufatti di grande pregio come vasellame in argento, maioliche raffinate, gioielli e strumenti per la cura del corpo, tutti miracolosamente sopravvissuti alla distruzione causata dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.
Questo insieme straordinario venne riportato alla luce circa 1800 anni dopo, durante gli scavi di una villa romana a Boscoreale, nei pressi di Pompei.
Gli archeologi ritengono che il proprietario, con ogni probabilità un uomo molto facoltoso, abbia tentato di salvare i beni più preziosi nascondendoli in un luogo protetto, forse una cisterna o un ambiente sotterraneo, nella speranza di recuperarli una volta passato il pericolo.
Tra tutti gli oggetti del tesoro, le tazze in argento spiccano per la loro qualità artistica e per il messaggio simbolico che trasmettono.
Sulle superfici sono scolpite figure di poeti e filosofi greci, rappresentati come scheletri intenti a banchettare o a dedicarsi ai piaceri della vita.
A completare il significato dell’opera, una massima di ispirazione epicurea incisa in caratteri minuti invita a godere del presente, ricordando che il futuro è incerto.
Un messaggio che, alla luce della tragica fine di Pompei, risulta sorprendentemente attuale e quasi profetico.
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