Durante il regno di Louis IX, conosciuto anche come Saint Louis (1214–1271), l’università parigina conosce un periodo di grande sviluppo e trasformazione.

In origine, la sede dell’istituzione universitaria si trovava nella piccola chiesa di Saint-Julien-le-Pauvre, nel cuore di Parigi.

Con l’aumento del numero di studenti e maestri, però, questo spazio divenne presto insufficiente.

Fu così che l’università si spostò progressivamente nel quartiere che conosciamo come la Sorbona, dove ancora oggi rimane il suo centro simbolico.

Louis IX ebbe un ruolo importante in questo processo, sostenendo il progetto di Robert de Sorbon (1201–1274), suo cappellano, confessore e teologo.

Intorno alla metà degli anni Cinquanta del XIII secolo, Robert de Sorbon fondò un collegio destinato a studenti di teologia privi di mezzi economici, offrendo loro la possibilità di studiare senza essere esclusi per ragioni finanziarie.

All’epoca, la Sorbona non era affatto l’imponente università che conosciamo oggi: era semplicemente uno dei tanti collegi presenti nel Quartiere Latino.

Tuttavia, grazie al sostegno del re, il collegio poté crescere: Louis IX acquistò alcune case che donò all’istituzione, permettendo così l’accoglienza dei primi venti studenti.

Saint Louis concesse inoltre alcuni edifici situati nell’antica Rue Coupe-Gueule (l’attuale Rue de la Sorbonne, nel V arrondissement), proprio di fronte all’Hôtel de Cluny.

In seguito, Robert de Sorbon, con l’aiuto di Guillaume de Chartres, riuscì ad acquistare altri immobili nella stessa strada, ampliando gradualmente il collegio.

Alla fine del XIII secolo, la Sorbona era ancora molto lontana dalla sua forma attuale: si trattava di un insieme di case, fienili ed edifici modesti, all’interno dei quali Robert de Sorbon impose una regola di vita semplice, rigorosa e austera.

Nulla di monumentale, quindi, ma un ambiente fortemente orientato allo studio e alla disciplina.

Il vero segreto del successo straordinario della Sorbona risiede proprio nella figura del suo fondatore: Robert de Sorbon fu un autentico pedagogo, animato da una visione dell’istruzione profondamente innovativa per l’epoca.

Molti altri collegi accoglievano studenti poveri con l’obiettivo principale di formare futuri religiosi o di renderli moralmente debitori nei confronti dell’ordine o del maestro che li ospitava.

Robert de Sorbon, invece, rifiutava questa logica.

Il suo scopo non era creare seguaci devoti alla sua persona, ma educare lo spirito dei giovani: insegnare il rigore, il senso dello studio e il gusto per l’esigenza intellettuale.

In un’epoca in cui i collegi si affrontavano in accesi dibattiti teologici e filosofici, i sorbonnards, spesso descritti come combattivi e determinati, riuscirono a imporre il prestigio della loro istituzione: fu così che la Sorbona superò progressivamente tutti i suoi rivali.

Ed è in questo modo che un collegio tra tanti — ma decisamente diverso dagli altri — è entrato nella storia, al punto che ancora oggi dire Sorbona significa dire Università.

Metro 10, fermata Cluny – La Sorbonne