Già dalla seconda metà del XIX secolo si ipotizzava la realizzazione di una rete metropolitana a Parigi, progetto che molti contemporanei giudicavano ardito per complessità tecnica, costi e impatto urbano.

L’iniziativa prese forma concretamente il 19 luglio 1900, sebbene l’avvio dei lavori avvenisse in modo relativamente discreto, privo di cerimonie ufficiali di grande rilievo.

Un aspetto curioso è che, nonostante l’importanza dell’opera, non venne inizialmente associato ad essa alcun nome individuale di riferimento.

Solo in seguito l’ingegnere Fulgence Bienvenüe sarebbe stato riconosciuto come il padre della metropolitana parigina, tanto da essere ricordato ancora oggi nella toponomastica, ad esempio nella stazione Montparnasse – Bienvenüe.

Una volta avviati, i lavori progredirono con una rapidità sorprendente per l’epoca.

Alla fine del 1900 erano già operative due linee; nel 1910 se ne contavano sei, nel 1925 dieci e nel 1939 quattordici, alle quali si aggiungevano le due linee costruite dalla rete Nord-Sud.

L’estensione complessiva dei tracciati crebbe altrettanto rapidamente: 30 km nel 1904, 92 km nel 1915, 115 km nel 1930 e 155 km alla vigilia della Seconda guerra mondiale.

Nel 1934 la linea 9 oltrepassò per la prima volta i confini amministrativi della capitale, estendendosi fino a Pont de Sèvres.

Dopo un periodo di arresto degli ampliamenti tra il 1952 e il 1970, la rete riprese progressivamente a espandersi verso una periferia in costante crescita.

L’ultima linea ad essere costruita ex novo fu la linea 14, interamente automatizzata, inaugurata nel 1998.

Fulgence Bienvenüe (1852–1936), originario della Bretagna, aveva maturato sin da giovane una notevole esperienza nel settore ferroviario.

Dopo essersi diplomato, diresse la costruzione delle linee Alençon–Domfront, durante la quale perse un braccio in un incidente, e Fougères–Vire.

Trasferitosi a Parigi nel 1886, partecipò a progetti urbanistici di rilievo, tra cui la funicolare di Belleville, l’ampliamento dell’Avenue de la République e la sistemazione del parco delle Buttes-Chaumont.

Nel 1898 gli fu affidata la direzione dei lavori della metropolitana, incarico che mantenne fino al pensionamento nel 1932.

Il suo contributo fu determinante soprattutto per la risoluzione delle numerose complessità tecniche dell’opera: tra queste, lo scavo delle gallerie sotto Place de l’Opéra (punto di incrocio di tre linee) e le opere necessarie per l’attraversamento sotterraneo della Senna, che richiesero soluzioni ingegneristiche allora all’avanguardia.

Un altro protagonista della storia della metropolitana parigina fu l’architetto Hector Guimard, legato in particolare alla progettazione delle entrate.

Un concorso pubblico aveva inizialmente attribuito la realizzazione degli accessi a Duray, ma il suo progetto fu presto accantonato a favore delle proposte di Guimard, giovane esponente di spicco dell’Art Nouveau.

Egli ideò diversi modelli di accessi, differenziati in base all’importanza della stazione: ingressi ampi e monumentali per i nodi principali (come Porte Dauphine, Étoile, Gare de Lyon o Bastille) e entrate più modeste, caratterizzate da eleganti strutture in ferro battuto di ispirazione vegetale, per le stazioni secondarie.

Tuttavia, lo stile di Guimard, fortemente caratterizzato e in anticipo sui gusti della committenza, fu presto giudicato eccessivamente audace.

A partire dal 1904 si preferirono accessi più sobri, scelta che provocò la progressiva rimozione di molte delle sue strutture.

Negli anni Sessanta e Settanta prevalse un approccio più funzionalista, che privilegiava elementi standardizzati.

Nonostante ciò, dal 1978 le 86 entrate di Guimard superstiti sono state inserite nell’inventario dei monumenti storici, riconoscendone ufficialmente il valore artistico e storico.

Nel complesso, lo sviluppo della metropolitana parigina rappresenta uno dei capitoli più significativi della modernizzazione urbana della capitale: un’opera che ha trasformato radicalmente la mobilità cittadina e che continua a essere un riferimento internazionale per ingegneria, architettura e pianificazione urbana.