Scelto per decisione di François Mitterand, capo dello Stato, l’architetto Pei ha concepito un’entrata per il museo del Louvre che, alla sua costruzione, stupì gli uni e sconcertò gli altri.

Trent’anni più tardi, che cosa resta di questa battaglia della piramide che fu al centro di tutte le conversazioni?

Può darsi sia stato Émile Biasini, alto funzionario che aveva lavorato con Malraux, davanti al rifiuto del presidente della Repubblica François Mitterand, di organizzare un concorso, a fare il nome del sino-americano Ieoh Ming Pei, nato nel 1917 ed ereditario dello stile Bauhaus.

La piramide è una rete d’acciaio ad alta resistenza, che comporta quindicimila punti di montaggio e di assemblaggio, una vera e propria ragnatela.