La campagna d’Egitto, portata avanti da Napoleone nel 1798, diede origine alla nascita, a Parigi, di un’ondata di egittomania che coinvolse la letteratura, la pittura, la moda e l’architettura.

Uno stile chiamato ritorno d’Egitto s’impose sulle facciate dei palazzi e un quartiere, chiamato Foire du Caire sorse, nel 1806, al posto dell’ex corte dei Miracoli (ne parlerò un’altra volta).

Al di sopra dell’entrata del passaggio du Caire, al numero 2 della piazza dallo stesso nome, si può osservare una caricatura dal naso enorme (stile fumetto) che si trova sulla cornice in alto, sotto al tetto, in mezzo a degli pseudo geroglifici.

Al centro si trova il ritratto del pittore Henri Marcellin Auguste Bougenier (e non Bouginier, come spesso viene chiamato).

Nato a Valenciennes il 2 gennaio 1799 e morto a Parigi il 4 febbraio 1866,  Bougenier era un allievo del barone Gros che espose delle pitture religiose nei saloni del 1844, 1845 e 1851, prima di diventare fotografo (in pieno periodo romantico era considerato come un neoclassico … attempato).

Dotato di naso e di spirito”, Bougenier fu spesso ridicolizzato dai suoi colleghi artisti per un naso che era era considerato così enorme da diventare anche lo zimbello di tutta una generazione di allievi della scuola delle Belle Arti e che fu, per scherzo, rappresentato su numerosi muri della capitale.

Anche Victor Hugo ne parlò in un capitolo dei suoi Miserabili e non è da escludere che Edmond Rostand se ne ispirò per creare il suo personaggio di Cyrano de Bergerac, nel 1897.

Più in basso, sul fregio che si trova al di sopra delle teste di Hathor (anche di queste ne parlerò un’altra volta) due personaggi, al centro presentano, anch’essi, la stessa caratteristica.

Metro 3, fermata Sentier