La Bièvre è un piccolo corso d’acqua di poco più di trenta chilometri di lunghezza e con una larghezza media di circa quattro metri.

La sua origine è complessa: nasce dalla confluenza di una trentina di sorgenti e tre fonti principali situate tra Guyancourt e Versailles, nel quartiere di Bouviers e individuare tutte le sue fonti è oggi difficile, soprattutto a causa del fitto sviluppo urbano che ha trasformato il territorio circostante.

Il fiume scorre in direzione nord-ovest / sud-est, attraversando prima i comuni di Buc, Jouy-en-Josas, Bièvre e Verrières-le-Buisson, dove si divide momentaneamente verso nord.

Proseguendo, la Bièvre entra in un percorso sotterraneo a partire da Antony e continua nascosta sotto le strade di diversi comuni della periferia sud di Parigi, tra cui Fresnes, Haÿ-les-Roses, Bourg-la-Reine, Cachan, Arcueil e Gentilly, prima di avvicinarsi al cuore della capitale.

Parlare della Bièvre a Parigi significa raccontare un fiume in gran parte scomparso: l’urbanizzazione e la trasformazione della topografia cittadina ne hanno fatto quasi un fiume invisibile.

All’interno della città, la sua lunghezza attuale si stima in circa cinque chilometri.

Storicamente, tra il Parco Kellermann e l’incrocio tra Rue Pascal e Rue Claude-Bernard, il corso d’acqua si divideva in due rami: il braccio destro lungo circa tre chilometri e mezzo e il braccio sinistro leggermente più esteso.

Successivamente i due rami si ricongiungevano e proseguivano per circa un chilometro e mezzo fino a sfociare nella Senna, in prossimità dell’attuale Gare d’Austerlitz.

Oggi, se si passeggia in queste zone, è difficile immaginare che sotto i marciapiedi scorra ancora questo … fiumiciattolo che per secoli ha modellato quartieri, giardini e attività industriali, testimone silenzioso della storia idrica e urbana di Parigi.