All’inizio del I secolo d.C., al loro arrivo nell’area parigina, i romani individuarono nell’attuale Île de la Cité il luogo più adatto per stabilire un insediamento permanente.

L’isola, naturalmente protetta dalle acque della Senna (fiume che avrebbe costituito anche la principale fonte di prosperità economica) presentava infatti caratteristiche geomorfologiche favorevoli, pur essendo all’epoca caratterizzata da un terreno paludoso e fangoso.

Il nome attribuito alla nuova città, Lutezia, deriverebbe con ogni probabilità dal termine gallico luta, indicante appunto il fango o la palude, a testimonianza delle condizioni del sito originario, allora situato quasi allo stesso livello del fiume.

La Senna ricoprì un ruolo essenziale nello sviluppo del primo nucleo urbano: essa facilitava gli scambi e i trasporti, ma si rivelava al tempo stesso un corso d’acqua imprevedibile, rendendo necessari importanti interventi per consentire la navigazione e l’attraversamento.

Con il consolidarsi dell’insediamento romano sull’isola, la crescita demografica rese indispensabile l’ampliamento della superficie urbanizzata.

Si procedette dunque all’occupazione dei territori situati oltre il fiume, in particolare le alture della riva sinistra, dove venne tracciata la via principale della città: il cardo maximus.

Questo asse nord-sud collegava direttamente l’Île de la Cité alle nuove zone di espansione.

L’attuale Rue Saint-Jacques, nel V arrondissement di Parigi, ricalca in larga misura il tracciato dell’antico cardo maximus, collegandosi all’isola attraverso il Petit Pont.

L’odonomastica della via conobbe numerosi cambiamenti nel corso dei secoli, fino alla denominazione definitiva attribuita nel 1806 da Napoleone Bonaparte.

Un’intitolazione precedente, risalente al 1218, derivava dalla presenza di una cappella dedicata a San Giacomo, passata in eredità ai frati predicatori insediati sull’Île de la Cité.

Non è un caso che la strada fosse percorsa regolarmente dai pellegrini diretti a Santiago de Compostela, meta del celebre cammino verso la tomba dell’apostolo.

Un elemento particolarmente significativo della persistenza dell’antico tracciato romano è osservabile tra i numeri 185 e 187 della Rue Saint-Jacques: in questo punto la carreggiata si restringe bruscamente da quattro corsie a una sola, configurandosi come uno dei frammenti meglio conservati del cardo maximus originario, così come impostato al momento dell’installazione romana sulla riva sinistra della Senna.