Partendo dal centro città, quindi dal quartiere del Louvre che forma il I arrondissement, i venti arrondissements si succedono girando come una spirale da sinistra verso destra, come le lancette di un orologio.

Questa organizzazione risale al 1860, quando furono annessi alla capitale i faubourgs che si trovavano oltre l’antica cinta dei fermiers généraux.

Alcuni paesi furono annessi nella loro totalità: Belleville, Grenelle, Vaugirard e La Villette.

Altri furono divisi tra Parigi e altri comuni: è il caso di Auteuil e Passy (divisi tra il XVI arrondissement e Boulogne), Les Batignolles Monceau (tra il XVII e Clichy), Bercy (XII e Charenton), La Chapelle – Saint Denis (tra il XVIII, Aubervilliers, Saint Denis e Saint Ouen), Charonne (tra il XX, Bagnolet e Montreuil) e Montmartre (tra il XVIII e Saint Ouen).

Altri, infine, non furono annessi che parzialmente: è il caso di Aubervilliers, Bagnolet, Gentilly, Issy, Ivry, Montrouge, Neuilly, Pantin, Le Pré Saint Gervais, Saint Mandé, Saint Ouen e Vanves.

Prima del 1860 Parigi aveva dodici arrondissements.

Il tredicesimo ci mise un po’ prima di … accettare il suo numero: oltre alla superstizione sul numero 13, per buona parte del XIX secolo circolava infatti l’espressione, usata in modo peggiorativo, “marié à la mairie du treizième” (letteralmente “sposato nel comune del tredicesimo”) che all’epoca significava una convivenza tra due persone, dato che, come ho detto, il XIII arrondissement non esisteva.

Quindi l’attuale XVI arrondissement avrebbe dovuto prendere il numero di 13 ma il rifiuto della popolazione fu categorico: è quindi uno degli arrondissements più poveri che ha ereditato questo numero.