È in Place Boieldieu, nel II arrondissement di Parigi, che si trova l’Opéra-Comique che, aperta nel 1783, ebbe la sfortuna di bruciare due volte: la prima nel 1838 e la seconda, che fece 400 morti, nel 1887.

Quindi quella che si può vedere oggi è la terza versione, quella dell’architetto Berinier, inaugurata il 7 dicembre 1898.

La facciata, lunga 30 metri, è costituita da tre entrate con griglie rielaborate e due porticine laterali.

Al primo piano troviamo tre grandi vetrate, delimitate da colonne corinzie, e, al loro fianco, alcune statue in pietra, racchiuse in delle nicchie, che rappresentano la Musica (a sinistra) e la Poesia (a destra).

Più in alto possiamo vedere sei finestre contornate da cariatidi.

All’interno ci sono molte opere pittoriche, soprattutto nel Grand Foyer.

C’è una sala di 1.300 posti, una scena di 12 metri di profondità, 16 di lunghezza e 22 di altezza e la fossa può accogliere fino a settanta musicisti.

Secondo la leggenda, la facciata dell’Opéra-Comique gira le spalle al Boulevard des Italiens perché i commedianti italiani, primi artisti ad occupare questi luoghi, non volevano essere confusi con gli artisti che si esibivano nelle fiere e con i giocolieri che facevano i loro numeri sul boulevard.

Ma questa è la leggenda.

La verità, infatti, è che il duca di Choiseul, che era proprietario dei terreni, quando li vendette cercò di conservare, dal lato del boulevard, un immeuble de rapport (il nostro condominio) che gli apparteneva.

Dal 1852 la piazza porta il nome del compositore François Boieldieu (1775 – 1834), nato a Rouen e morto a Jarcy, che fece eseguire all’Opéra-Comique, nel 1825, La dame blanche, opera che fu uno dei più grandi successi del teatro.

Prima di essa, Boieldieu (autore anche del Calife de Bagdad e di Jean de Paris) visse in Russia (a San Pietroburgo) per otto lunghi, dal 1803 al 1811, per richiesta dello zar, che lo nominò maestro di cappella, ma anche perché voleva scappare al disonore dell’epoca, di vedere sua moglie, ballerina all’Opéra continuare la sua carriera dopo la loro unione.

Egli fu ricevuto all’Accademia delle belle arti nel 1818 e fu maestro indiscusso dell’opéra-comique.

Alexandre Dumas figlio (che suo padre riconobbe solo all’età di 7 anni) nacque al numero 1 di questa piazza dove sua madre, Catherine Labay, esercitava il mestiere di sarta.

La sua opera principale, La dame aux camélias, scritta sotto forma di romanzo nel 1848, divenne un’opera teatrale nel 1852.

Egli ha scritto anche L’ami des femmes, Un père prodigue e L’homme-femme.