Questa stazione della linea 12 della metropolitana di Parigi permette di accedere alla butte (collinetta) Montmartre che sarà, a partire dal XIX secolo, il quartiere favorito degli artisti: Renoir vi dipinge il suo Moulin de la Galette, mentre Picasso, Toulouse-Lautrec, Van Gogh, Braque, Van Dongen, Max Jacob e Apollinaire (tra gli altri), lasciano libero sfogo al loro talento in un immobile … strano: il Bateau-Lavoir e prendendo il sole sui sacri gradini.

Questo pezzo di Parigi evoca anche l’epoca leggendaria dei cabaret e dei chansonniers, parte dello stile e dello spirito francese e, soprattutto, parigino.

Ma torniamo al nome della stazione: chi sono queste famose abbesses?

Le benedettine di Saint Pierre de Reims, la cui superiora è chiamata abbesse (badessa in italiano), si installarono, a partire dal XII secolo, nell’abbazia fondata sugli ordini di Louis VI e della regina Adelaide di Savoia, al posto dell’antica chiesa di Montmartre, che apparteneva ai monaci di Saint Martin des Champs.

Il 15 agosto 1534, le Signore di Montmartre (che, letteralmente, vuol dire monte dei martiri), il cui dominio continuava ad ingrandirsi (palazzi, vigne, campi, praterie, mulini, ecc.) diedero a Ignazio di Loyola, Francesco Saverio e qualche altro, la chiave del Martyrium (cappella costruita nel luogo dove saint Denis e i suoi compagni Eleuterio e Rustico furono decapitati) per poter pronunciare i loro voti di povertà e castità.

In questo momento nacque la Compagnia di Gesù.

La leggenda racconta che Denis, vescovo di Parigi, sarebbe sopravvissuto alla sua decapitazione: egli camminò, portando la sua testa tra le mani, fino all’attuale basilica di Saint Denis, dove venne sepolto.

Nel 1590 fu deciso l’assedio di Parigi da Henri IV che aveva due batterie d’artiglieria per conquistare la butte.

Nel XVII secolo cominciarono dei lavori importanti: si divise allora l’Abbazia in Alto, che sarà abbandonata poco a poco, dall’Abbazia in Basso, la cui entrata principale si trovava all’angolo tra le rues Yvonne le Tac e les Abbesses.

Durante la Rivoluzione, tutti gli edifici dell’Abbazia in Basso furono evacuati e venduti come beni nazionali nel 1792 per essere poi demoliti qualche tempo più tardi.

Nel 1871 qui nacquero e morirono i communards (coloro che partecipavano alla Comune di Parigi) per ordine di Thiers.

Uscendo dall’ascensore, una volta presa l’uscita art nouveau di Hector Guimard, ci si trova davanti alla mairie (comune) del Comune di Montmartre che fu anche la mairie del XVIII arrondissement (furono magistrati l’impiegato postale Biron, Georges Clemenceau e, durante la Comune di Parigi, lo chansonnier del tempo delle ciliege Jean Baptiste Clément.

Il poeta Verlaine si sposò qui l’11 agosto 1870.

Questa stazione è una delle più profonde della rete metropolitana parigina, con i suoi 36 metri al di sotto della strada.

All’occasione della rinnovazione della stazione, nel 2007, la RATP ha commissionato all’associazione degli artisti “Paris-Montmartre“, quindici opere originali per armonizzare gli spazi a questo ambiente urbano eccezionale.

Sette creazioni fotografiche realizzate dall’artista Jacques Habbas si sono associate perfettamente alla forma elicoidale della scala che scende sui binari, trasformando la scala stessa in un rimando continuo e multiforme al quartiere in cui ci si trova in questo punto, rivelandone le mille facce, spettacolari o intime.

Inutile dire che, se puoi e sei in forze, ti consiglio di fare i circa 100 gradini in discesa e/o in salita per godere di questa ricchezza (attenzione che la scala della discesa è diversa da quella salita) 🙂