La prigione della Grande Roquette, costruita nel 1836 dall’architetto François Chrétien Gau, e situata fra Rue de la Roquette, Rue Gerbier, Rue de la Folie Regnault e Rue La Vacquerie, era destinata ai detenuti all’ergastolo e ai condannati a morte per decapitazione.

Inizialmente (dal 1792 al 1832) la ghigliottina era installata a Place de Grève (davanti all’Hôtel de Ville) ma nel 1832 (e fino al 1851) il re Louis Philippe decise di spostarla a Place Saint Jacques, vicino la Place de la Barrière d’Enfer, per timore di sommosse popolari.

Visto che questa era lontana 5 km dalla prigione della Grande Roquette (e questo rendeva il tragitto fino al luogo del loro supplizio un po’ troppo lungo), con il decreto del 29 novembre 1851 si ordinò di farli ghigliottinare sulla strada, all’ingresso della prigione.

Davanti al 16, Rue de la Croix Faubin (siamo nell’XI arrondissement di Parigi), cinque lastre rettangolari in granito (a forma di croce classica), oggi discretamente incastrate nell’asfalto come puoi vedere dalla foto che ho fatto e che ho messo all’inizio di questo articolo, permettevano agli aiutanti di Monsieur il carnefice di Parigi, di installare gli inquietanti legni dell’impalcatura della ghigliottina, e per questo ad essa fu dato il soprannome di abbazia delle cinque pietre.

Dal 1851 al 1899 più di duecento persone furono giustiziate qui, tra cui gli anarchici Auguste Vaillant e Emile Henry.

Le esecuzioni, che avvenivano di notte, attiravano comunque una grande folla di curiosi.

Dopo il lavoro del carnefice, la ghigliottina veniva riportata … in garage, al numero 60, Rue de la Folie Regnault.

La prigione fu demolita nel 1900 e lasciò il posto ad un giardino pubblico, lo Square de la Petite Roquette (oggi non resta che la porta dell’ex prigione, che dà accesso al giardino).

Dopo lo smantellamento della prigione e la distruzione dei locali, la ghigliottina fu spostata prima davanti e poi dentro la prigione della Santé, davanti al Boulevard Arago.

L’ex direttore della prigione della Roquette fece rimuovere le lastre e tentò di cederle / venderle al museo Carnavalet che però rifiutò “questi orrori” (come fu scritto in diversi giornali dell’epoca).

Rimettendole al loro posto, tuttavia, fu commesso un errore nella loro disposizione: ecco perché oggi si trova non più una croce classica di granito nero ma una croce di Sant’Andrea.

Metro 2, fermata Philippe Auguste – metro 9, fermate Charonne o Voltaire