Per rispondere alla moda dell’orientalizzazione e all’infatuazione per i bagni esotici (che scemò alla fine del XIX secolo), fu costruito nel 1876 dagli architetti francesi Albert Duclos e William Klein un hammam turco di lusso, dall’architettura ottomana, con i suoi archi e strutture poligonali, alte finestre arcuate, arabeschi, balconi in ferro battuto, stile Alhambra.

Dietro la facciata policroma di stile neo-moresco, si trovava questo bagno turco (situato, all’epoca, al numero 56 della stessa via) che, in un’immensa sala a volta semicircolare illuminata da vetrate colorate di forma stellare con mosaici di marmo, ospitava una piscina d’acqua di sorgente.

Vi era poi una sala per il massaggio, un caffè-ristorante, un salone di bellezza e di pedicure e una libreria.

Lungo una grande navata, numerosi saloni accoglievano i bagnanti su confortabili divani.

Di questo hammam, vera curiosità parigina, su Le Moniteur des architectes vi era scritto il 28 febbraio 1877:

Tutti i parigini conoscono l’hammam per la pubblicità.
La sua denominazione di bagno turco-romano è dovuto probabilmente al fatto che le fonti di calore sono disposte come nelle terme romane mentre la decorazione moresca riveste le pareti dei muri, i timpani degli archi e la vasta cupola che ricopre il tepidarium

mentre sulla Guide du Baigneur è scritto:

[…] un’immensa sala a volta semicircolare di costruzione audace, illuminata dalle stelle dei vetri colorati.
Il pavimento è in mosaico di marmo: è il tepidarium.
Tutto intorno divani di marmo bianco che, di mezzo metro di altezza, nascondono le grandi bocche di calore dei caloriferi”.

Dal tepidarium si passava al caldarium, secondo luogo molto caldo, poi in una sala per il massaggio e in una stanza con le docce.

Lo spazio di riposo, una serie di piccoli saloni situati ad ogni lato della grande navata, permetteva in seguito al bagnante, “avvolto in lenzuola di panno morbido”, di distendersi su dei divani.

Un ristorante-caffé “di primo ordine”, una libreria e un salone di bellezza e di pedicure offrivano una conclusione piacevole a questa scappata orientale.

Le donne potevano, anch’esse, scoprire i benefici dei bagni turco-romani, ma solo in certi giorni e a condizione di prendere la discreta entrata del 47, Boulevard Haussmann che era loro riservata.

Durante la ristrutturazione dell’isolato, solo la facciata fu conservata (tutte le meraviglie dell’interno sono state, purtroppo, distrutte ed oggi all’interno ci sono solo uffici che non si visitano).

Anche questa bella facciata, il cui aspetto moresco contrasta con gli immobili haussmanniani del quartiere, probabilmente non sarà mai stata notata dalla maggior parte dei numerosi impiegati degli uffici del quartiere dell’Opéra.

Metro 3 e 9, fermata Havre Caumartin