Questa grande e massiccia facciata di pietra non attira sempre l’attenzione ad un primo sguardo.

I suoi riferimenti al rococò sono talmente evidenti che si potrebbe quasi negligere sui bei dettagli Art Nouveau: sculture floreali di Rouillière, ornamenti in ferro ripetitivi ma delicati, gradevole ondulazione dell’elevazione, bel disegno delle finestre sotto il tetto.

Xavier Schœllkopf (1869-1911), architetto d’origine russa, è con Jules Lavirotte (1864–1924) uno dei maestri della vena barocca dell’architettura del 1900.

Come il suo collega, non ha costruito molte cose e le sue opere più importanti (l’hôtel Sanchez de Larragoiti ad Avenue d’Iéna e l’hôtel Guilbert ad Avenue Berthier), sono stati sfigurati o distrutti.

Non ci resta, quindi, che questo importante immobile, un po’ più tardivo, costruito per Madame Bertrand.

La domanda con il permesso di costruzione fu depositata il 30 marzo 1901.

Un po’ più di un anno prima, il 7 marzo 1900, proprietaria ed architetto si erano già messi d’accordo per una sopraelevazione della proprietà vicina, al numero 90, Boulevard Malesherbes, e Schœllkopf disegnò una scalinata che assomiglia molto a quella del Boulevard de Courcelles.

Forse più che la facciata, sono gli spazi interni (che purtroppo non sono riuscita a vedere 🙁 ) che sono notevoli, in particolare la sontuosa decorazione della parte carrozzabile che permetteva, contornando interamente la portineria, di lasciare gli invitati all’asciutto davanti ad una bellissima entrata: bell’idea di architettura funzionale.

Rouillière fu lo scultore fedele di Schoœllkopf: aveva disegnato la bella facciata e l’impressionante scalinata in pietra dell’hôtel della cantante Yvette Guilbert.

Per la qualità del suo lavoro, avrebbe meritato ampiamente di condividere la paternità di questo immobile, la cui grandezza costituiva una sfida decorativa considerevole e più difficile che per un più modesto hôtel particulier.

Ti consiglio, se vai, di guardare per terra: troverai un curioso oggetto su entrambi i lati del portone, un chasse roue (in italiano potrebbe tradursi con paracarro) destinato a proteggere l’angolo del muro dalle ruote e dai mozzi delle carrozze e dei calessi in genere.

La stragrande maggioranza dei palazzi parigini ne ha una coppia, di tutte le forme, di tutti i materiali, di tutte le grandezze e di tutti i colori 🙂

Metro 2 e 3, fermata Viliers