Dietro questa facciata massiccia in pietra, il palazzo del 29, Boulevard de Courcelles nasconde una sorprendente ricchezza di dettagli e un perfetto equilibrio tra decorazione e funzionalità.

Progettato nel 1901 dall’architetto russo Xavier Schœllkopf (1869-1911) per Madame Bertrand, l’immobile rappresenta una delle poche opere ancora integre di questo autore, considerato uno dei principali interpreti della corrente barocca dell’Art Nouveau parigino, accanto a Jules Lavirotte (1864–1924).

L’edificio mescola con eleganza riferimenti al rococò e motivi tipici dell’Art Nouveau: sculture floreali di Rouillière, raffinati elementi in ferro battuto e una facciata dalle linee ondulate e dinamiche.

Ma il vero fascino si scopre all’interno (che purtroppo non si può visitare), dove Schœllkopf dimostra una notevole attenzione alla funzionalità degli spazi: il passaggio coperto per le carrozze, che permette agli ospiti di accedere all’ingresso al riparo dalla pioggia, è un esempio precoce di architettura funzionale applicata al lusso urbano.

Rouillière, scultore di fiducia dell’architetto, contribuì in modo determinante alla decorazione dell’edificio, come già aveva fatto per l’hotel della cantante Yvette Guilbert (al 23 bis, Boulevard Berthier, nel XVII arrondissement di Parigi, oggi distrutto).

Il suo lavoro, per qualità e finezza, meriterebbe di essere considerato parte integrante del progetto architettonico.

Un dettaglio curioso chiude la scena: ai lati del portone si trovano due chasse-roues (paracarri in italiano), elementi in pietra pensati per proteggere gli spigoli della facciata dalle ruote delle carrozze.

Oggi, questi piccoli manufatti (presenti nella stragrande maggioranza dei palazzi parigini, normalmente in coppia, di tutte le forme, di tutti i materiali, di tutte le grandezze e di tutti i colori 🙂 ) raccontano un frammento affascinante della vita quotidiana parigina di inizio Novecento.

Metro 2 e 3, fermata Viliers