Se passeggi per Parigi e arrivi in Place Vendôme, nel I arrondissement della capitale, probabilmente la prima cosa che noterai è la grande e elegante colonna al centro della piazza, ma essa ha subito vari … trasformazioni rivoluzionarie e di potere.

Nel 1792, durante la Rivoluzione francese, la statua di Louis XIV che troneggiava al centro della piazza fu abbattuta: con la caduta della monarchia, i rivoluzionari eliminarono tutti i simboli dell’Ancien Régime e la piazza rimase per anni senza un punto focale, un vuoto che, agli occhi dei parigini dell’epoca, era davvero difficile da sopportare (come lo era la distruzione della statua di Henri IV sul Pont Neuf).

Quando Napoleone salì al potere, il desiderio di ridare lustro a Place Vendôme diventò immediatamente una priorità.

L’idea era chiara: serviva una statua imponente, un simbolo di grandezza, al punto che Napoleone, ispirato dall’antica Roma, pensò addirittura di portare a Parigi direttamente da Roma la colonna di Traiano per farla diventare il nuovo centro della piazza.

Ma il progetto non si realizzò grazie al politico Pierre Daunou che si oppose, sostenendo che fosse troppo costoso e soprattutto contrario al principio napoleonico di non rubare i monumenti pubblici dei paesi conquistati: “Ci deve essere una fine a tutto, e soprattutto al diritto di conquista.

Così la colonna di Traiano rimase a Roma, ma divenne il modello per la colonna Vendôme che, in realtà, non è una semplice colonna ma un vero e proprio monumento celebrativo, costruito per ricordare la vittoria di Napoleone ad Austerlitz.

Ma non è solo la sua forma a essere impressionante: anche il materiale ha una storia.

Il rivestimento in bronzo proviene dai cannoni catturati ai russi e agli austriaci durante la battaglia: la propaganda dell’epoca parlava di 1.200 cannoni, ma in realtà ne furono usati 130, che bastarono comunque per vestire la colonna.

La cosa sorprendente è come furono montate le 425 lastre di bronzo che avvolgono il fusto: ogni piastra doveva aderire perfettamente alla struttura in pietra, ma allo stesso tempo doveva poter sopportare le variazioni di temperatura e umidità senza spaccarsi o deformarsi.

Allora furono progettate (con un trucco ingegnoso) con piccoli spazi tra una e l’altra e i bordi furono smussati: in questo modo (ancora oggi) il metallo si dilata senza creare crepe o fessure visibili.

Interessante notare (ma … guardando bene e cercando 🙂 ) che il rivestimento in bronzo nasconde anche un trucco architettonico … intelligente: le aperture di aerazione della colonna sono posizionate in modo tale da coincidere perfettamente con le porte e le finestre scolpite nel bronzo.

L’idea, infatti, era quella di rendere il monumento non solo bello, ma anche funzionale e queste fessure … invisibili garantiscono il ricambio d’aria all’interno della struttura, evitando umidità e danni, mentre dall’esterno sembrano parte integrante del racconto visivo.

Un’ultima curiosità: a partire dal primo terzo, la colonna si restringe leggermente verso l’alto. È un effetto prospettico ispirato ai templi greci e romani, che rende la colonna ancora più slanciata e armoniosa agli occhi di chi la osserva.

La colonna Vendôme era visitabile e si poteva salire in cima, tramite una scala a chiocciola interna, in certi periodi e con accesso controllato fino al 1871.

Dopo la sua ricostruzione nel 1873 (dopo essere stata abbattuta nel 1871 durante la Comune di Parigi) non è più stata aperta regolarmente al pubblico in modo stabile: era possibile visitarla su prenotazione o in occasione di aperture straordinarie, tipo per eventi o visite guidate.

Oggi, quindi, la colonna si ammira solo dall’esterno.

  • RER A, fermata Auber
  • Metro 1, fermata Tuileries
  • Metro 3, fermata Opéra
  • Metro 7, fermate Opéra e Pyramides
  • Metro 8, fermate Opéra e Madeleine
  • Metro 12, fermata Madeleine
  • Metro 14, fermate Pyramides e Madeleine