Nel cuore pulsante di Parigi, al numero 18 della Rue des Mathurins (nel IX arrondissement di Parigi), sorgeva un tempo un luogo straordinario: un sontuoso hammam turco, realizzato nel 1876 dagli architetti Albert Duclos e William Klein.

Era l’epoca dell’orientalismo, quando l’Europa guardava con meraviglia all’Oriente e i bagni turchi erano simbolo di eleganza, modernità e piacere raffinato.

Dietro la sua facciata in stile neo-moresco, un trionfo di archi, arabeschi e balconi in ferro battuto, si apriva un autentico tempio del benessere.

Gli interni accoglievano gli ospiti in una grande sala voltata, illuminata da vetrate colorate a forma di stella, dove una piscina di acqua sorgiva invitava al relax.

C’erano saloni dedicati ai massaggi, un caffè-ristorante, un salone di bellezza e persino una piccola libreria.

Il percorso termale seguiva la tradizione orientale: dal tepidarium al caldarium, fino al meritato riposo su morbidi divani, avvolti in lenzuola candide.

Anche le donne potevano accedere a questo paradiso del corpo e dello spirito, ma solo in giorni dedicati e attraverso un ingresso separato, situato al numero 47, Boulevard Haussmann, per assicurare riservatezza e decoro.

Con le grandi trasformazioni urbanistiche del Novecento, però, l’edificio andò perduto.

Oggi resta soltanto la sua facciata policroma, ultimo frammento di un’epoca in cui Parigi sognava l’Oriente e ne celebrava il fascino.

Molti passanti vi transitano senza conoscerne la storia, ma quel frontone moresco, silenzioso e fiero, continua a evocare un capitolo dimenticato della Parigi fin de siècle.

Metro 3 e 9, fermata Havre Caumartin