Un normale interno domestico può nascondere una storia molto più inquietante di quanto sembri: è il caso di Interno di una cucina, dipinto da Martin Drolling nel 1815 e oggi conservato al Louvre.

Da oltre un secolo, infatti, l’opera è associata a una particolare leggenda: alcuni dei colori utilizzati dal pittore sarebbero stati preparati con il cosiddetto bruno di mummia, un materiale ottenuto da resti umani imbalsamati.

Il racconto diventa ancora più singolare quando entrano in scena i cuori appartenuti alla famiglia reale francese: dopo la Rivoluzione francese, secondo la tradizione, alcuni di questi resti sarebbero stati recuperati e venduti a pittori interessati a utilizzare il materiale per le proprie opere.

Drolling avrebbe acquistato diversi cuori e li avrebbe impiegati nella preparazione dei suoi colori.

Tra i resti citati dalla leggenda figurano quelli attribuiti ad Anna d’Austria e Maria Teresa.

Ma c’è un’importante precisazione: non è stato dimostrato che nella tela del Louvre siano presenti resti provenienti da cuori reali.

La vicenda appartiene quindi alla storia degli aneddoti legati a Drolling, non ai fatti scientificamente accertati.

Il fascino del dipinto sta anche qui: dietro una tranquilla scena di cucina potrebbe nascondersi una storia macabra, ma per ora il presunto cuore reale resta soltanto una leggenda.